20 pietre e Giovani Danzatori Bolognesi: perché ballare non è una questione d’età

a-20pietredei Giovani Danzatori Bolognesi (Gbd)

Siamo un gruppo informale di persone, che condividono come strumento relazionale e sociale la danza popolare. L’aggettivo giovani non si riferisce chiaramente a una caratteristica anagrafica, ma alla dinamicità e la voglia idealistica di migliorare il mondo che ci circonda. Ci troviamo a ballare spesso nelle piazze organizzando eventi informali e clandestini.

Il cuore organizzativo del gruppo conta un numero variabile di una trentina di persone, che hanno un seguito settimanale medio di un altro centinaio tra aggregati occasionali, principianti e fidelizzati. Quello che facciamo non ha alcun ritorno economico, siamo tutti volontari.

Il corso alla Casa del Popolo ha luogo ogni martedì sera nel capannone più grande, che abbiamo collaborato a rimettere in uso. Il corso è preceduto dal gruppo dei musicisti che fa le prove dalle 19.30 con strumenti di vario genere. Alla stessa ora si incontra il coro. Dalle 20.30 si incontrano i ballerini con una certa esperienza, che non sono al primo corso di ballo. Dalle 21.30 il corso base accoglie chi è principiante e comincia a ballare per la prima volta.

Dalle 22.30 segue un’ora di ballo libero nel quale si provano le danze imparate durante il corso e nelle serate precedenti. Non c’è un costo per il corso, nè una richiesta di frequenza. Chiaramente chi viene assiduamente impara più facilmente e in fretta. Si chiede un’offerta libera per organizzare eventi dal vivo come concerti e festival.

Cosa balliamo e insegnamo a ballare

Il Bal Folk è una parola generica che indica un repertorio di danze tradizionali europee, che ora vengono ri-vissute e ballate, anche con influenze musicali più contemporanee e contaminazioni culturali ibride. Sono talvolta danze di coppia, ma anche danze comunitarie. Non sono danze di rievocazione storica in costume, ma le persone riprendono possesso di queste danze dimenticate, entrando nel loro linguaggio comunicativo, per poi diventare strumento per potere fare festa assieme agli altri.

Quella della riscoperta del Balfolk è un’esperienza che accomuna tutta Europa, e sta diventando un linguaggio non verbale condiviso, che si colora delle peculiarità territoriali e stimola a scoprire quelle altrui. Con il termine Balfolk si è acquisita l’abitudine di indicare anche le feste da ballo, dove viene condiviso questo tipo di repertorio.

Gli eventi

Sono gioiosi, aperti, coinvolgenti. Lo stile è sempre quello di coinvolgere chi non sa ballare. Sono eventi inclusivi anche perché questi tipo di danza supera le barriere generazionali, quelle religiose, quelle nazionali ed anche quelle di genere, rendendo la multiculturalità una base tangibile su cui si sviluppano le relazioni.

Gli eventi Balfolk sono talvolta anche romantici: le musiche più struggenti delle mazurke francesi, che hanno subito l’influenza del tango, creano atmosfere toccanti in cui diventa contagioso e loquace anche il silenzio. Come Giovani Danzatori Bolognesi ci facciamo promotori anche di questo stile, di saper incontrare, accogliere e ascoltare l’altro.

Alla festa del 18 febbraio invitiamo tutti a provare a danzare con noi, il gruppo degli Archam ci accompagnerà con la musica dal vivo e insegneremo a chi non le conosce alcune danze facili e divertenti. Non mancate, dalle 20.00 in poi.

One Response to 20 pietre e Giovani Danzatori Bolognesi: perché ballare non è una questione d’età

  1. sauro ha detto:

    Complimenti all’estensore/i dell’articolo; come presentazione del movimento, delle motivazioni, del perché e come si fa, non si poteva fare meglio. Io ci provavo, tanti anni fa,ma da dilettante. Tuttavia i risultati erano grandi, perché si vedeva la passione e l’entusiasmo, come ho visto nei GDB. Se riuscirete ad evitare la cerchia, l’orticello, lo steccato, ogni risultato satrà possibile.

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