20 pietre: la cooperativa agricola Arvaia, cittadini, coltivatori, biologici

Come e cosa può essere una Casa del Popolo nel Terzo millennio? Con questo interrogativo prendeva vita oltre un anno fa la Casa del Popolo 20 pietre, all’interno degli spazi un tempo sede dell’Aci di Bologna, di fronte all’ospedale Maggiore in via Marzabotto 2. Dopo un anno in cui, con fatica e tenacia, questa realtà è cresciuta e si è consolidata, il popolo delle 20 pietre ha deciso di organizzare una festa il 18 febbraio per raccontarsi e farsi conoscere dagli altri “inquilini” e dalla città. Da oggi e fino al 18 febbraio apriamo le nostre pagine alle note di presentazione che i gruppi, le associazioni e le organizzazioni ci invieranno per narrarvi di altre realtà possibili. La redazione

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di Arvaia

Mangiare quello che produci tu è la migliore garanzia di sicurezza per la tua salute e se non hai un orticello o un terrazzo dove farlo, la filiera corta di Arvaia, che inizia e finisce nello stesso luogo, con le stesse persone è un’esperienza che merita di essere vissuta. Arvaia non è una semplice azienda argicola, ma è una comunità di persone che insieme operano per riappropriarsi della sovranità alimentare attraverso l’agricoltura partecipata.

La grande novità, che fa di Arvaia una realtà unica nel nostro Paese, consiste nel fatto che questa cooperativa ha l’obiettivo di coltivare la terra attraverso una gestione collettiva dei soci, dalla semi­na al raccolto, destinato prevalentemente alla comunità dei soci stessi. Questo modello si chiama CSA (Community Supported Agricolture, ovvero Comunità che Sostiene l’Agricoltura) ed è un sistema che abbiamo imparato a conoscere da alcune esperienze centro-nord europee che lo applicano.

I soci stessi sono infatti il motore del progetto, attraverso il loro sostegno all’economia della cooperativa, diventando “fuitori” degli ortaggi che loro stessi hanno contribuito a produrre. Attraverso il versamento di una quota annuale, stabilita con modalità di compensazione solidale, ogni socio contribuisce a sostenere i costi della produzione agricola (lavoro dei contadini, sementi e piantine, acqua, amministrazione e supporto) ricevendo settimanalmente e per tutto l’anno agricolo, un quantitativo di ortaggi idealmente corrispondente al proprio fabbisogno.

Ogni socio, secondo le proprie possibilità, può partecipare direttamente alla gestione pratica delle attività, non solo quelle dei campi, ma anche quelle relative all’organizzazione della logistica, alla contabilità, alla comunicazione, a qualunque altra forma di sostegno al progetto possa risultare utile.

Il sistema di produzione di Arvaia segue la filosofia dell’agri­coltura biologica e contadina. I soci si riuniscono periodi­camente, concordando strategie, definendo il piano delle colture, decidendo insieme cosa coltivare. Questo significa diventare consa­pevoli di ciò di cui si ci nutre. Diventare soci di Arvaia è semplice. Per sapere come fare vieni a trovarci “sui campi” o visita il sito www.arvaia.it.

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