Bocciata la riforma della “buona scuola”, promossi insegnanti e prof universitari

La buona scuola che non vogliamo

di IlLibraio.it

La riforma della “buona scuola” voluta dal governo Renzi non passa l’esame. Promossi, invece, gli insegnanti italiani. Il riferimento, come racconta il sito di Repubblica, è ai risultati dell’indagine di Demos-Coop; per gli italiani coinvolti nel sondaggio il limite più grosso della scuola nostrana riguarderebbe la mancanza di fondi e risorse (per il 31% degli intervistati) e, di conseguenza, la poca attenzione riservata al rinnovamento e alla messa in sicurezza dell’edilizia scolastica. Secondo l’81% dei partecipanti al sondaggio la sicurezza degli edifici è la questione cui il governo dovrebbe dare la massima priorità.

Gli intervistati, dunque, non sembrano scontenti della scuola come istituzione (gli insegnanti, il loro livello di preparazione). L’esiguità dei fondi destinati alla scuola pubblica è anche la possibile causa di un altro dato che emerge dal sondaggio: se nel 2007 erano 10 i punti che distaccavano coloro che si ritenevano soddisfatti per l’andamento delle scuole pubbliche (43%) e coloro che lo erano delle scuole private (33%), a oggi tale divario si è notevolmente ridotto: sono solo 4 i punti che distaccano la soddisfazione per le pubbliche e per le private, dove la scuola pubblica continua a essere preferita maggiormente al Nord (dove dispone di più fondi) e meno al Sud (dove resta maggiormente abbandonata a se stessa).

Ciò che non è messo in discussione è il ruolo positivo degli insegnanti. Un dato sorprendente: a differenza di quel che si pensa e spesso si legge sui giornali, l’indagine mostra come dal 2007 a oggi il prestigio sociale degli insegnanti è notevolmente aumentato, soprattutto per quanto riguarda i professori universitari e i maestri delle scuole elementari. Tutto questo a dispetto dei genitori che lamentano, ad esempio, per la quantità di “compiti a casa” assegnata, ritenuta da molti troppo elevata.

Questo articolo è stato pubblicato da IlLibraio.it il 17 ottobre 2016

Autore dell'articolo: Amministratore

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