(In)differenza ovvero un anno scolastico “senza libri” e senza rimborsi

La scuola statale è un patrimonio nazionale da difendere

di Dimitris Argiropoulos

“Ogni volta che si disegna un nuovo ordine, vi è sempre un difetto importante: qualcuno non riesce a trovare posto nel disegno e perciò diventa, secondo il nuovo modello, superfluo”.
Zyngmunt Buaman

Le scuole sono aperte da alcuni giorni e chi fa parte del suo organico, da docente stabile o precario, registra con responsabilità e con preoccupazione la prima difficoltà relativa agli alunni provenienti dalle famiglie più vulnerabili. Le scuole della periferia, della povertà economica e relazionale, le famiglie migranti e dei profughi si trovano davanti l’ im-possibilità di ottenere i libri scolastici per i loro figli e figlie che frequentano la scuola quest’anno.

Il disegno delle opportunità prevede – e cito direttamente dal sito del municipio di Bologna . il “contributo per l’acquisto dei libri per gli allievi delle scuole secondarie di primo e secondo grado“. Anche per l’anno scolastico 2016/2017 sarà possibile presentare domanda per ottenere un contributo per l’acquisto dei libri richiesti dalla scuola.

Cambiano però le modalità di invio della domanda, che potrà essere presentata esclusivamente on-line utilizzando l’applicativo predisposto da ER.GO e reso disponibile all’indirizzo internet https://scuola.er-go.it.

Occorre quindi:

    avere disponibilità di un indirizzo e-mail e di un numero di cellulare nazionale; registrarsi, inserendo i dati richiesti. Attenzione: chi si registra dovrà essere una

  • persona autorizzata a fare domanda, ovvero:
    • uno dei genitori dell’alunno;
    • altra persona avente la tutela legale dell’alunno;
    • l’alunno già maggiorenne;
  • al termine della registrazione occorre accedere alla casella di posta elettronica indicata per attivare l’account, quindi entrare nel programma di presentazione della domanda utilizzando le proprie credenziali di accesso.
    • Nella prima pagina di accesso dell’applicativo è possibile scaricare la guida contenente le indicazioni per effettuare la registrazione al sistema. Ci si può registrare anche prima dell’1 settembre, così da essere già pronti, per quella data, a compilare la richiesta di contributo. Inoltre, nella guida si possono trovare le indicazioni utili alla compilazione della richiesta di contributo on-line, che potrà invece essere inoltrata solo nel periodo di apertura del bando.

      Si può presentare domanda esclusivamente nel periodo dal 1 al 30 settembre 2016. Le domande presentate dopo il 30 settembre 2016 non potranno essere accolte.

      Il modello del superfluo prende corpo nelle parole dei docenti:

      “Molti genitori non si sono fatti vivi, quindi il problema dei libri nemmeno se lo pongono, altri dicono di non avere le capacità e vorrebbero una assistenza, alcuni si muovono in autonomia. Per i due terzi dei ragazzi il rischio è di non avere i libri.

      È molto improbabile che le famiglie risolvano la situazione. Anche la possibilità del rimborso, a fronte di un anticipo, non elimina il problema.”

      “La scuola non riesce a fare da sportello ai genitori, ma sente molto il problema per le ripercussioni sull’apprendimento degli studenti. Tecnicamente basterebbe avere nei Quartieri una postazione internet con un computer e un operatore per far compilare a chi non ci riesce da solo. Meglio sarebbe semplificare il rapporto tra scuola e fornitore libri, con un giro di partita senza costi aggiuntivi. Le famiglie dovrebbero comprare i libri e ottenere il rimborso tramite domanda. Per le famiglia dei nostri alunni le difficoltà sono innumerevoli e il rischio è che poi i ragazzi non hanno i libri perché non li comprano”.

      Il nodo è resistente perché il disegno non prevede le difficoltà e le sue articolazioni. Non va oltre a quella informativa impostata sul clic delle App e su una sequenza omologata universalmente. Manca tutto ciò che potrebbe accompagnare l’informazione, facilitando la comprensione dei suoi significati e renderla fruibile. Mancano nelle famiglie, povere o di cultura altra, i computers o altra strumentazione e mancano capacità poter usare in modo “adeguato” gli strumenti informatici andando oltre il Facebook… manca, strumentazione e alfabetizzazione, alle tecnologie di oggi per poter permettere i collegamenti, anche con l’Amministrazione pubblica. In questa complessità, per rendere comprensibili e fruibili le opportunità, ipotizzate e strutturate, manca la mediazione, manca la qualità di sostegno che informa usando codici consoni al livello dell’interlocutore, che spiega, che promuove, che collega.

      Manca la mediazione che è collante di comunità, di cittadinanza, di diritti esigibili. Manca la mediazione, che è, e che, diventa conoscenza. Al suo posto troviamo la descrizione negativa, il razzismo differenzialista, le retoriche delle regole che “gli stranieri non rispettano”, l’indotto della gestione dell’Altro che resiste all’integrazione… E soprattutto quel razzismo istituzionale che colloca gli alunni “senza libri” nella categoria dei BES (bisogni educativi speciali) medicalizzando l’educazione e la scuola, annullando una magnifica possibilità di fare cultura e intercultura, nella scuola e nella città.

      Manca sensibilità e educazione per creare convivenza, ed è questa che si crede superflua, inutile, eternamente evitabile. Manca quella intelligenza di governo per conquistare dignità e divenire Comune poiché è stata persa l’intenzionalità e la capacità, da parte degli Enti Locali, di rendere visibili e rispondere alle fragilità.

      Manca un’idea di responsabilità che affronta l'(in)differenza.

Autore dell'articolo: Amministratore

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