Referendum e riforme, Carlo Smuraglia: “Attaccano me per ammonire l’Anpi”

Carlo Smuraglia
Carlo Smuraglia
di Lorenza Ghidini

“L’attacco attacco a me è un ammonimento tutta l’Anpi”. È molto determinato, il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia, nel rispondere all’attacco ricevuto dal quotidiano l’Unità tramite la rubrica di Fabrizio Rondolino (qui la lettera di Smuraglia al quotidiano e qui la posizione di Libertà e giustizia).

In questa intervista con Radio Popolare, Carlo Smuraglia sostiene che si sia trattato di una sorta di ammonimento perchè l’associazione dei Partigiani non si intrometta nella campagna per il referendum costituzionale con cui, a ottobre, gli italiani decideranno se approvare o bocciare la riforma della Costituzione.

Per Renzi è un appuntamento fondamentale. Lui stesso ha caricato il referendum di un significato politico che va oltre la riforma e lo ha trasformato in un voto sul Governo e su di lui. L’Anpi ha preso posizione per il No. La critica dei partigiani alla riforma è chiara. Da qui, secondo Smuraglia, l’aggressività di Fabrizio Rondolino nel suo intervento.

“Mi si considera inadatto – replica Smuraglia – si fanno osservazioni di tipo culturale. È un attacco ad personam perché capiscano tutti che non è gradito un intervento dell’Anpi nella campagna referendaria”.

A maggio ci sarà il congresso dell’Anpi in cui verrà eletto un nuovo presidente che sostituirà Carlo Smuraglia, che oggi ha 93 anni. Ma, è sicuro lui stesso, la linea non cambierà. “La grandissima parte di noi è convinta di andare avanti su questa strada”.

Questo articolo è stato pubblicato su Radio popolare il 5 aprile 2016

Autore dell'articolo: Amministratore

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