Sostegno al reddito: le tante – troppe – limitazioni del progetto dell’Emilia Romagna

Come minimo un reddito
Come minimo un reddito
della campagna Come minimo un reddito

Esprimiamo soddisfazione per le parole con cui l’assessore al Welfare della Regione Emilia Romagna ElisabettaGualmini apre a una collaborazione di tutti i soggetti interessati per la definizione della misura di sostegno al reddito che la Regione ha intenzione di rendere operativa a partire dal 2016.

Registriamo invece con preoccupazione le affermazioni con le quali dichiara che la misura sarà temporanea, che potrebbe essere rivolta solo a certe categorie di soggetti, come gli anziani e le famiglie con bambini, e che potrebbe andare a sostituire alcune spese sociali (rappresentando una partita di giro). Consapevoli della limitatezza dei fondi disponibili a livello regionale, e sostenitori convinti della necessità di lottare per istituire a livello nazionale una misura universalistica e incondizionata di sostegno al reddito, crediamo comunque che una misura discrezionale e troppo limitata nel tempo possa rivelarsi poco efficace anche come sperimentazione a livello locale.

La campagna Come minimo un reddito, grazie allo sforzo di varie realtà (Forum Welfare, AILES, ACT!, Naufragi, TILT Emilia Romagna, TILT Italia e Piazza Grande), ha già portato su questo tema alla costituzione di un intergruppo al quale hanno partecipato vari consiglieri regionali, di maggioranza e opposizione.

Durante gli incontri si è iniziato a discutere di possibili criteri e principi per l’erogazione di una misura di reddito minimo, in attesa di disporre di tutte le informazioni (contributi nazionali e accordi tra Governo e Regione) per poter approfondire i nodi della platea dei destinatari e degli importi. A tal proposito chiediamo pubblicamente all’assessore di rendere disponibili a tutte le realtà interessate le informazioni sul tema; in particolare, di diffondere la ricerca elaborata dall’Università di Modena e Reggio Emilia sull’istituzione del reddito minimo garantito e di illustrare le voci del bilancio da poco approvato che andranno a finanziare la misura.

Cogliamo l’occasione anche per invitare tutte le persone interessate all’incontro “Quale reddito per il lavoro?” che si terrà lunedì 8 febbraio alle ore 17:45 presso la Sala Imbeni di Palazzo d’Accursio, organizzato dal comitato operativo della campagna “Come minimo un reddito”, Libera e Làbas.

Discuteremo, assieme a Federico Martelloni, professore di diritto del lavoro, Giuseppe Bronzini, magistrato e socio fondatore di BIN Italia, Maurilio Pirone, attivista di Làbas-Tpo, e Giuseppe De Marzo, referente nazionale della campagna Miseria ladra – Libera, delle trasformazioni del diritto al lavoro e della possibilità di ripensare il welfare affinché sia sistema universale a tutela della dignità della persona e strumento per ridurre le diseguaglianze sociali tramite una nuova modalità di redistribuzione del reddito.

Autore dell'articolo: Amministratore

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