La crisi della Grecia si vede dai denti dei bambini

La crisi in Grecia

di Karolina Tagaris, traduzione di Federico Ferrone

Era la prima volta da settimane che Anthoula Papazoi cucinava della carne. Aveva stufato il pezzo di manzo, regalato da un amico, a fuoco basso per tutta la mattinata. Ma lo stufato è rimasto lì, intatto, perché Papazoi si è dovuta preoccupare del dente di sua figlia Nikoleta, di 13 anni. L’adolescente, lunghi capelli neri e unghie con smalto blu elettrico, è uscita dalla stanza da letto in pantaloncini e canottiera. Aveva dormito quasi tutto il giorno ed era in ritardo per un appuntamento, troppo a lungo rimandato, per un intervento di devitalizzazione a un dente.

“Abbiamo degli antidolorifici?”, ha chiesto frugando nell’armadietto della cucina. “Sto impazzendo”.

“No che non li abbiamo. Preparati per il dentista”, le ha risposto Papazoi.

“Abbiamo del latte?”, ha chiesto Nikoleta.

Poi ha tirato via lo scotch di carta che teneva chiusa la porta del frigo, ha rovistato dentro e ha afferrato un cartone di latte. In una grande tazza bianca ha mescolato il latte con la polvere di cioccolato e cinque cucchiai di zucchero, e si è spaparanzata su una sedia.

“Alzati e vai”, le ha ordinato sua madre.

In pochi i posti le ferite della crisi economica della Grecia sono più evidenti che nelle bocche dei suoi cittadini più giovani. Stando alla maggior parte degli indicatori sulla salute dentale, la Grecia è uno dei posti meno sani d’Europa. I greci di 16 anni o più con problemi dentali non curati erano il 10,6 per cento nel 2013, secondo l’agenzia statistica europea Eurostat. Il dato medio dell’Unione europea è del 7,9 per cento.

I problemi dentali sono particolarmente acuti tra i bambini e gli adolescenti, secondo una recente indagine della Hellenic dental federation, un organismo di vigilanza. E la crisi economica ha peggiorato le cose. Tra il 2004 e il 2014, è rimasto senza cure per almeno un anno il 60 per cento di tutti i problemi dentali dei quindicenni, contro il 44 per cento registrato nei dieci anni tra il 1993 e il 2003. L’indagine ha rivelato che l’86,6 per cento dei bambini di cinque anni esaminati soffre di problemi dentali che non sono stati curati.

“I denti, purtroppo, sono considerati un lusso”, sostiene Niki Diamanti, una dentista che lavora all’ospedale Hatzikosta, uno dei due ospedali pubblici nella città nordoccidentale di Ioannina. “Se cinque anni fa la gente andava dal dentista una volta all’anno, adesso fa passare anche cinque anni”.

Nel caso della Grecia, la situazione è degna di nota perché i problemi non sono causati da cambiamenti nell’igiene orale quotidiana, affermano gli esperti. Piuttosto, i bambini e gli adolescenti hanno disturbi ai denti per motivi legati alla depressione economica del paese, che dura da sei anni.

Innanzitutto c’è il fatto che la mancanza di soldi ha spinto le famiglie a ridurre le visite dal dentista. Il reddito disponibile in Grecia diminuito di circa il 30 per cento dal 2009. Più di 1,2 milioni di greci, uno ogni quattro persone in età da lavoro, sono disoccupati. Il 40 per cento dei bambini vive in povertà, secondo l’Unicef, più che in paesi come Cile, Turchia e Messico.

Inoltre il sistema sanitario gratuito o convenzionato, finanziato dallo stato e al quale milioni di greci si sono affidati per decenni, si sta riducendo, in buona parte a causa dei tagli alla spesa pubblica richiesti in cambio dei 326 miliardi di euro di aiuti economici che la Grecia ha ricevuto dal 2010. Le spese mediche pro capite sono calate del 9 per cento all’anno tra il 2009 e il 2012.

Risultato: oltre l’8 per cento dei greci ha evitato di andare dal dentista nel 2013 perché non poteva permetterselo, ben oltre la media europea del 5,1 per cento, secondo Eurostat.

La crisi finanziaria ha anche determinato un aumento dei consumi di cibi economici e ricchi di zuccheri, sostengono i dentisti. Dopo essere scese per un paio d’anni, le vendite di snack zuccherati nei supermercati sono nuovamente salite nel 2013, secondo Euromonitor, un gruppo di ricerca sui beni di consumo.

I problemi dentali della Grecia potrebbero riservare altri problemi in futuro. Studi in tutto il mondo hanno individuati dei collegamenti tra la cattiva salute orale e patologie croniche come i disturbi cardiovascolari, la principale causa di morte del pianeta. Secondo vari studi medici, i problemi gengivali acuti hanno un legame con il diabete e i problemi all’arteria coronaria. Gli scienziati stanno ancora discutendo sul fatto se i problemi dentali siano causa attiva di altri problemi di salute o siano semplicemente legati a essi.

Da molto tempo medici e scienziati hanno stabilito un legame tra la salute dentale e lo sviluppo economico, in particolare perché esiste un legame tra il fatto di avere denti sani e l’accesso all’istruzione. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, i dolori derivanti da disturbi dentali, in molti paesi in via di sviluppo, tengono lontani i bambini dallo studio.

Paula Vassallo, presidente di un gruppo di pressione europeo che promuove la salute orale, sostiene che i bambini che soffrono di dolori ai denti spesso dormono e mangiano male, il che può influenzare negativamente il loro rendimento a scuola. I bambini con dolori dentali possono essere vittime di malnutrizione e avere bassi livelli di vitamina D, ha aggiunto.

“Se soffri a quel modo, non puoi dormire, non puoi mangiare bene, non puoi parlare, non puoi essere attivo”, sostiene Vassallo, la cui Platform for better oral health in Europe (Piattaforma per una migliore igiene orale in Europa) riceve finanziamenti dalle aziende specializzate in cure odontoiatriche. “Gli effetti sulla Grecia saranno enormi, non solo in termini d’impatto economico, ma anche di salute, qualità della vita e possibilità di trovare un impiego delle persone”.

Nella famiglia Papazoi, Nikoleta non è l’unica ad avere avuto problemi. Elli, la figlia più grande di Anthoula Papazoi, che ha sedici anni, è dovuta correre in ospedale a causa del dolore derivante da un ascesso ai denti, salvo poi essere rimandata a casa perché non c’erano dentisti in servizio. Il primogenito di Papazoi, Christoforos, di 17 anni, si è fatto recentemente otturare un dente. E Anastasis, che ha cinque anni, ha evitato per un pelo una devitalizzazione.

Papazoi, che gestisce una piccola azienda assumendo personale di pulizia e infermiere, ha smesso di contribuire alla previdenza medica tre anni fa perché non poteva più permetterselo. Questo significa che anche lei, a 44 anni, si è unita ai circa 2,5 milioni di greci che non hanno accesso alla sanità pubblica, e oggi deve novecento euro a quattro diversi dentisti.

Le difficoltà della famiglia risultano evidenti dal contenuto del loro frigo. Cinque anni fa era pieno di formaggio, carne e verdure. Oggi ci sono un sedano, un po’ di zucca affettata e del burro fatto in casa, che i genitori di Papazoi le hanno mandato dal loro villaggio. La dieta della famiglia è ricca di carboidrati e zuccheri. La maggior parte dei giorni mangiano riso, pasta oppure, occasionalmente, lenticchie.

“Prima compravo sempre frutta ma oggi non è possibile: è troppo cara”, dice Papazoi. “Non avrei mai pensato di arrivare a questo punto: faticare da mattina e sera e non essere neppure in grado di mantenere i miei figli”.

Le persone si sono arrese

Diamanti, la dentista, osserva simili problemi quasi ogni giorno. Diamanti ha 42 anni e ha studiato ad Atene e in Gran Bretagna, prima di trasferirsi a Ioannina nel 2010 dopo essersi sposata.

All’epoca, la città da 112 mila abitanti vicino al confine con l’Albania, era in difficoltà a causa del declino economico della Grecia. Capitale di una regione montagnosa del nordovest del paese, Ioannina ha un’ampia popolazione studentesca e produce formaggio feta e acqua sorgiva. Ma è una città povera. Il reddito pro capite nel 2012 era di appena 12mila euro, rispetto ai 15mila del 2008, e un terzo più basso di quello del resto della Grecia, secondo gli ultimi dati.

La crisi economica ha danneggiato i denti degli abitanti del luogo. La prefettura di Ioannina ha la più alta percentuale greca di bambini di cinque anni con carie, o gravi problemi dentali, secondo l’indagine della Hellenic dental federation.

“Le persone si sono arrese, dal punto di vista psicologico. Non si preoccupano più della loro salute, compresa quella orale”, afferma Yorgos Papazaharis, capo del sindacato odontoiatrico regionale.

Il risultato, sostiene, è che i dentisti faticano a continuare a praticare la loro attività. Secondo lui il costo delle cure dentali nella regione è calato del 35 per cento negli ultimi sei anni. Molti dentisti ormai curano gratuitamente i pazienti.

Al contempo, l’iva per beni di uso medico, come il cotone idrofilo o la garza, è salita dal 9 al 13 per cento durante la crisi. L’iva su altri materiali usati dai dentisti può arrivare al 23 per cento, a causa degli impegni presi dalla Grecia in cambio del salvataggio.

Il governo ha provato a correre ai ripari. Lo scorso anno, per esempio, ha offerto gratuitamente, ai cittadini senza assicurazione, medicine soggette a prescrizione e cure mediche, comprese quelle odontoiatriche, negli ospedali pubblici. E ad aprile il governo del primo ministro Alexis Tsipras ha eliminato la tassa di cinque euro per accedere agli ospedali pubblici. Ma i creditori internazionali del paese hanno ordinato al governo di reintrodurre la tassa o di trovare un’altra maniera di coprire il mancato guadagno.

Dal momento che molte persone non possono permettersi le cure private, Diamanti sostiene che attualmente si trova a ricevere fino a venti pazienti in un solo giorno. Gli studi privati fanno pagare dai trenta ai cinquanta euro per curare una carie, 150 per una devitalizzazione, e duecento per una capsula. Per i greci coperti dall’assicurazione medica nazionale, le cure in un ospedale pubblico sono molto più economiche.

Ma solo due dentisti su 199 a Ioannina accettano questo tipo di pazienti, il che significa che possono passare dei mesi prima di ottenere un appuntamento. Molte persone finiscono per fare lunghe file di fronte al pronto soccorso degli ospedali, oppure aspettano finché un dente è così cariato che deve essere estratto, afferma Diamanti.

Seduta dietro alla sua scrivania, si massaggia le mani e i polsi indolenziti. Le cause dei problemi ai denti sono anche culturali, secondo lei. “La gente in Epiro è cresciuta con l’idea che i dolci ci facciano stare meglio. Mettono il miele sui ciucci dei bambini”.

Oggi molti dei suoi pazienti non possono permettersi frutta e verdura, aggiunge, per cui ricorrono al cibo industriale. “Lo zucchero. Lo zucchero è il cibo dei poveri”.

La lotta di una famiglia

Nella sua cucina, con la pentola sui fornelli, Anthoula Papazoi racconta i suoi problemi di salute. Donna robusta dai capelli biondo rame e dalle unghie perfettamente curate, ha un problema respiratorio. Fatica a salire le scale che vanno al suo appartamento di due stanze in un quartiere di edifici bassi.

Con la sua piccola attività Papazoi solitamente guadagna fra i trenta e i sessanta euro al mese. Alcuni mesi non guadagna niente. Lo stato le versa un sussidio. Nel 2014, una famiglia con quattro o più figli riceveva 3.900 euro all’anno, che adesso sono stati ridotti a 2.400 euro. Papazoi sostiene di aver speso più della metà dei sussidi ricevuti l’anno scorso in tasse. Il resto se ne va con i duecento euro di affitto mensile che paga per il suo appartamento di settanta metri quadri. Papazoi afferma che le sue spese mensili possono arrivare a circa mille euro. Ha disdetto il suo contratto telefonico a casa e ha arretrati per centinaia di euro di bollette elettriche e dell’acqua.

Prima che Papazoi divorziasse, la sua famiglia non aveva problemi economici. Lei lavorava di giorno, faceva la spesa nel tardo pomeriggio e la sera preparava la cena. C’erano sempre abbastanza cibo e vestiti, dice, e i bambini ricevevano nuove scarpe quando ne avevano bisogno.

Adesso il corridoio del suo appartamento serve anche da ufficio, con scaffali pieni di libri, cartoni e una scrivania ingombra di pile di fogli e contenitori. Le pareti color mostarda del salotto, pieno di vasi con fiori di plastica, hanno cominciato a scrostarsi. Papazoi spiega che il suo ex marito, che non è stato possibile contattare per quest’articolo, non l’aiuta economicamente.

Le sue due figlie condividono una stanza, colma di scatole e vestiti. Anastasis e suo fratello maggiore Christoforos dormono in un letto a castello nella stanza della madre.

Papazoi prepara in casa il pane, usando la farina che le mandano i suoi genitori. Nonostante i figli lo chiedano con insistenza, è raro che possa permettersi di comprare del latte. Per compensare la mancata assunzione di calcio ricorre allo yogurt. A colazione, si concede il lusso di croissant al cioccolato.

Altri cento euro

Angelos Priovolos, che si è occupato dei denti di tre dei fratelli Papazoi, sostiene che i problemi della famiglia sono comuni. Le persone hanno smesso di sottoporsi a controlli medici per paura che i loro dentisti scoprano dei problemi che non possono permettersi di curare.

Una cosa del genere è successa l’anno scorso, quando Elli ha cominciato a lamentarsi del dolore a un molare con un ascesso. Inizialmente sua madre le ha detto di provare a far finta di niente. Ha dato alla figlia del paracetamolo e degli antinfiammatori. Quando sono finiti, Papazoi ha detto a Elli di fare degli sciacqui con lo tsipouro, un brandy greco.

Le notti erano diventate insostenibili. Papazoi ed Elli litigavano, svegliando Nikoleta. Sfinite, le due ragazze hanno passato la loro estate a dormire.

Un pomeriggio, quando il dolore di Elli è diventato insopportabile, Papazoi ha detto a Christoforos di portare sua sorella all’ospedale. Ma i ragazzi sono stati rimandati indietro perché non c’erano dentisti in servizio, racconta la donna.

“Elli mi ha chiamato e ha cominciato a urlarmi addosso, dicendomi che ero pazza e chiedendomi perché l’avessi mandata laggiù”, ricorda Papazoi. Disperata, ha mandato sua figlia da Priovolos, un dentista privato, che le ha fornite delle cure essenziali. In seguito, quando il gonfiore è diminuito, Elli si è fatta otturare il dente.

Quest’estate è toccato a Nikoleta. Un giorno, ad agosto, il suo palato e parte della gola hanno cominciato a gonfiarsi a causa d’un infezione dentale. Papazoi non ha perso tempo con l’ospedale e ha portato Nikoleta da uno specialista privato che ha aperto il dente e rimosso il pus. Costo: duecento euro, più un extra per rimuovere una cisti che si era formata su un altro dente. Priovolos sostiene che simili cisti solitamente si formano nelle persone di oltre sessant’anni.

La sera dell’appuntamento successivo di Nikoleta, mentre la famiglia aspettava il suo ritorno, Papazoi ha sbucciato delle pere che le erano state mandate da sua madre e la ha disposte su un piatto sul tavolo della cucina. Anastasis ha afferrato un dessert allo yogurt con fiocchi di cioccolato dal frigo. “Non compri mai quello che vogliamo”, ha scherzato Elli entrando in cucina, ignorando le pere.

La pentola è rimasta lì, fredda. Il cellulare di Papazoi ha cominciato a suonare. Era il dentista. La donna ha ascoltato e poi ha attaccato. “Altri cento euro”, ha detto prima di uscire dalla stanza.

Questo articolo è stato pubblicato da Internazionale il 2 dicembre 2015

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