Arredo urbano: Italia Nostra e le associazioni bolognesi chiedono più attenzione

Arredo urbano - Foto di Radio Città del Capo
Arredo urbano - Foto di Radio Città del Capo
di Italia Nostra Bologna

Nel corso di un affollato incontro, tenuto il 15 ottobre u.s. presso la Sala “Silentium” del Quartiere San Vitale, la sezione bolognese di “Italia Nostra”, unitamente alle principali associazioni e ai comitati di cittadini (Comitato per Bologna Storico Artistica, Associazione Dimore Storiche Italiane, Comitato via Broccaindosso, Comitato via Capo di Lucca, Comitato “i Borghigiani”, Cittadini di via Torleone), hanno discusso le recenti scelte operate in materia di arredo urbano dall’attuale amministrazione comunale.

A parere dei convenuti, sfugge come tali interventi, riguardanti il nucleo più identitario di Bologna, si inseriscano in un progetto di lungo periodo che, avendo le idee chiare su ciò che dovrà essere la città nei prossimi decenni, avvii al contempo scelte graduali ma conseguenti. In particolare, la rinuncia ad affrontare in modo deciso un diverso e più duttile modello di mobilità cittadina, che preveda il passaggio dei grandi mezzi pubblici sui viali di circonvallazione e l’alleggerimento dei flussi veicolari nelle vie del centro, ha fin qui dettato provvedimenti di mera emergenza in base alle esigenze predominanti del traffico veicolare.

L’esempio più attuale e sconcertante è offerto dalla selva serrata di fittoni bianchi ai piedi delle Due Torri, determinata dal tracciato del futuro Crealis destinato a transitare attraverso il centro storico della città (e non, come è stato detto, dall’intento di dare spazio a una pedonalizzazione più ampia).

La carenza di progettazione sulla città antica – e insieme necessariamente moderna – si manifesta altresì nell’ipertrofica progettazione del cosiddetto arredo urbano, consistente nell’inserimento indiscriminato e uniforme di oggetti (panchine, cassoni, alberelli, cubi ecc.) e nella risistemazione di piazze e slarghi secondo disegni che sembrano non tener conto della specificità dei contesti ormai storicizzati: prima piazza Minghetti, con l’alterazione del giardino di origine ottocentesca, e ora i progettati interventi di piazza Malpighi, San Francesco e Aldrovandi.

L’ampia partecipazione all’incontro suddetto ha confermato quanto i cittadini siano sensibili all’argomento dell’arredo urbano e alla conservazione della bellezza storica del centro storico. Di qui la necessità da parte del Sindaco di impegnarsi per un nuovo piano per la città, così come fecero i suoi illuminati predecessori che seppero anticipare il futuro di Bologna salvaguardandone l’identità.

A seguito dell’incontro, le associazioni e i comitati si sono fatti portavoce delle istanze emerse, redigendo una lettera aperta al Sindaco Virginio Merola, in cui si avanzano le seguenti richieste:

  • rimozione degli interventi incongrui e portatori di degrado su vie e piazze (parallelepipedi, sedute, fittoni, alberelli);
  • ripensamento delle modalità di intervento per i progetti futuri;
  • maggiore coordinamento con gli organi di tutela ministeriali;
  • maggiore confronto e apertura al dialogo con i cittadini su temi che interessano tutta la città.

Date le fragilità riscontrate nella più ampia carenza di una visione unitaria della città storica, si richiede inoltre l’immediato ripristino dell’Ufficio Centro Storico adeguato alle problematiche e necessità attuali, che, valorizzando l’esperienza dell’Ufficio negli anni ’70/’99, costituisca uno strumento di verifica e di progettualità qualificata e un valido interlocutore nei rapporti con la città. Su questi temi le associazioni e i comitati, in rappresentanza dei cittadini, hanno chiesto al sindaco un incontro a breve.

Autore dell'articolo: Amministratore

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