Scuola: ed ora quale applicazione della legge?

La buona scuola che non vogliamo
La buona scuola che non vogliamo
di Silvia R. Lolli

Il mese di ottobre 2015 sarà veramente impegnativo per i docenti interessati e chiamati a contribuire alla stesura dei piani di offerta formativa (POF) per l’anno scolastico in corso mentre per il piano triennale (PTOF) il quale il Miur ha appena disposto una proroga al 15 gennaio 2016. Non dimenticando che l’anno scolastico è iniziato e i ritmi delle lezioni e dell’apprendimento degli allievi non potranno essere troppo sconvolti – gli obiettivi curricolari si dovranno pur mantenere – la legge prevede che le IS scrivano i piani per accedere, nell’anno in corso all’organico di potenziamento e nei prossimi tre anni all’organico dell’autonomia, definiti a livello territoriale.

Così le varie componenti scolastiche sono chiamate a svolgere un surplus di lavoro, senza avere troppi emolumenti in cambio, per definire in questi primi giorni di scuola la programmazione. Può capitare però che in alcune situazione, probabilmente anche per abbreviare i tempi di stesura dei documenti, saranno pochi i docenti coinvolti nella scelta delle aree da indicare come prioritarie. Ci sarà la consultazione da parte del collegio dei docenti, ma il coinvolgimento democratico su queste decisioni potrebbe non esserci sempre.

Le scuole si cimentano dunque sull'”AGODGPER” emanato dalla Direzione generale per il personale scolastico il 21 settembre che ha per oggetto:

“acquisizione del fabbisogno dell’organico di potenziamento propedeutico all’attuazione della fase C del piano assunzionale” e nello specifico: “…Il fabbisogno delle istituzioni scolastiche a regime è costituito dal piano triennale dell’offerta formativa da definire successivamente, mentre l’organico aggiuntivo, di cui alla presente circolare, viene assegnata (forse era “o”!) per la programmazione di interventi mirati al miglioramento dell’offerta formativa. Pertanto, tale organico aggiuntivo risponderà agli obiettivi di qualificazione del servizio scolastico previsti dalla L. 107 commi 7 e 85 e confluirà nel più ampio organico dell’autonomia, da definirsi, poi, con apposito Decreto Interministeriale ai sensi del comma 64 della L. 107/2015″.

In nome della democrazia in molte scuole si cimentano in questo compito difficile i docenti assieme ai DS; a volte quindi sono meno, perché, in pochi giorni e ad anno cominciato, non è sempre possibile estendere ampiamente le consultazioni e quindi le decisioni. Nelle more di oneri dello Stato sempre difficili da trovare o a volte in scelte troppo decisioniste da parte solo dei DS o di pochi docenti, la scuola statale (o pubblica, termine però improprio per la Costituzione ancora in vigore) potrà piano piano lasciare il posto ad una scuola nei fatti privata, anche se i docenti si chiameranno “statali” per i contratti o i concorsi.

Non è questione di risorse investite nelle scuole da parte di persone fisiche o giuridiche private, ma appunto del lavoro dei docenti che potrà essere sostituito da parte di organizzazioni extra scolastiche che sono chiamate, in varie parti della L. 107, a sostenere le iniziative scolastiche, appunto quando le risorse dello Stato sono finite, e di aree di potenziamento, meno rappresentate, ma dove l’extra scuola si potrà inserire. Già si vede che aree di studio, che poi dovrebbero afferire alle classi di concorso, saranno sempre meno rappresentate nella scuola del futuro; per esempio per il potenziamento motorio, anche per una definizione sbagliata che rivela l’atavica ignoranza della scuola italiana, si convoglierà sull’extra scuola: l’organizzazione CONI è sempre pronta a far entrare suoi quadri nei vari livelli scolastici.

Le scuole dunque lavorano, con impegno non indifferente, per richiedere l’organico di potenziamento per l’anno scolastico 2015/16; dovranno poi, sempre entro il 22 ottobre (la legge dice la fine di ottobre, ma la circolare – o decreto Dirigenziale?- ricorda che a sistema si dovrà mettere tutto prima dopo averlo approvato in collegio docenti e consiglio di istituto!), devono anche approntare il piano triennale.

Tutto si fa per dare il tempo al ministero di mettere a disposizione i nuovi docenti dal 12 al 20 novembre, tenendo conto del “numero degli alunni”. La nota dirigenziale dice che tramite SIDI e gli ambiti territoriali sarà comunicata la dotazione aggiuntiva. Saranno così messi in ruolo tutti docenti promessi dal sondaggio dello scorso anno? Chissà.

Comunque la partita riguarda tutte le scuole: questo organico serve per migliorare la loro OF; per esempio negli IS di secondo grado si dovrà organizzare, vedi l’implementazione per tutti i licei e dalle classi terze, l’alternanza scuola lavoro, decisa già dal ministro Moratti (2005).
In questi giorni il lavorìo nelle scuole porta però con sé domande che per ora non trovano risposte certe, soprattutto nell’immediatezza dell’applicazione del POF annuale.

Su quali docenti potranno contare le istituzioni scolastiche, cioè quale profilo professionale avranno i nuovi arrivati? Come le scuole si dovranno organizzare nei prossimi mesi con i nuovi docenti assegnati, ma dei quali appunto non è dato conoscere le loro precise competenze? Resta dunque da vedere, quando arriveranno le maggiori risorse umane, come si organizzeranno le scuole, ad anno scolastico già ampiamente avviato, perché alcune scuole saranno al termine del trimestre.

Se leggiamo gli obiettivi del comma 7 (rimandiamo in parte all’elenco già pubblicato) sono stati organizzati in aree di riferimento per i diversi livelli scolastici, con la definizione iniziale di potenziamento e per quelle di secondo ciclo: umanistico, linguistico, scientifico, artistico e musicale, socio-economica e per la legalità, motoria e laboratoriale. Per quelle del primo l’area socio-economica e per la legalità è stata inserita nell’area umanistica.

Le scuole devono oggi scegliere decidendo le priorità dell’elenco, ma all’interno di ogni campo di potenziamento c’è un diverso numero di aspetti, cui fare riferimento; ci limitiamo a dire che per l’umanistico si scrivono 7 obiettivi (8 appunto nel primo ciclo!) del comma 7. Ci chiediamo: in che modo un docente, non si sa di quale disciplina cioè di quale classe di concorso, potrà arrivare nelle scuole a dicembre ed occuparsi per esempio in quelle di secondo grado di alternanza scuola-lavoro?

Saranno tutte soluzioni organizzative da inventare, giorno per giorno, confidando che si mantenga una presa in carico di tutte le progettualità e le attività predisposte in questi anni e ipotizzando di conoscere per tempo il periodo in cui le assenze degli insegnanti dovranno per legge assegnare, ai nuovi, le supplenze.

In questa situazione nebulosa e caotica di una legge scritta male e nella quale si trova di tutto e il contrario di tutto, stanno spuntando sempre di più le proposte di associazioni di categoria (anche di aree disciplinari) ed altre anche di volontariato, che perorano solo la loro causa, in vista di un posto di lavoro nelle diverse IS.

Purtroppo su tutto ciò non stiamo avvertendo troppe voci sindacali che aiutino a fare chiarezza sul modo di assegnazione ed utilizzo, per questo anno scolastico, dei docenti che saranno nominati nell’organico potenziato. Sembra che alcune graduatorie siano esaurite e allora alle scuole, nonostante le scelte, arriverà il tipo di risorsa più utile? Le assunzioni dovrebbero essere prese dalle graduatorie appena completate della fase C? Alcuni di questi docenti non hanno già preso servizio all’inizio dell’anno nei posti ancora vacanti (per i quali spesso si vedono cambiamenti numerici di cattedre quotidiani) al termine delle fasi 0, A e B, svolte fra agosto e settembre?

Non sarebbe stato meglio fare meno populismo e lasciar perdere per quest’anno l’organico di potenziamento, rimandandolo al prossimo anno, cioè facendolo rientrare direttamente nell’organico territoriale? Una legge di riforma che, come ha ricordato Nadia Urbinati (Mandato politico, non in bianco: alle elezioni il Pd non propose questa riforma della scuola, vedi Huffington Post e Ilmanifestoinrete, fine giugno) non doveva essere tra le priorità di questo Governo. Su temi scolastici avrebbe solo dovuto solo, entro dicembre, risolvere la questione con l’Unione Europea: evitare l’infrazione conseguente alla sentenza della Corte che imponeva la messa in ruolo di tutti precari della scuola. Gli stessi 150.000, definiti come assunti dal sondaggio dello scorso anno e i continui spot del presidente del Consiglio, non sono ancora tutti di ruolo.

Intanto le scuole stanno lavorando molto e in fretta, molti lo fanno per non arrivare ad un’applicazione della L. 107 poco sensata e lasciata a pochi e a privati esterni già pronti. Si dirà intanto che i docenti non possono lamentarsi; pur nelle more di contratto collettivo, avranno € 500,00 in più nella busta paga di ottobre, soldi che però dovevano essere indirizzati alla loro formazione.

Tuttavia la somma poteva essere incassata da settembre (dopo 60 giorni doveva essere emesso il decreto, cita la legge in vigore dal 16 luglio); il decreto attuativo è invece slittato di qualche giorno, così contabilmente lo Stato si è preso un mese in più per l’erogazione. Siamo solo polemici o è una possibile verità ragionieristica? La somma doveva poi essere erogata attraverso una Carta elettronica da spendersi per aggiornamento e formazione, in musei, per libri.

Al di là dei nostri dubbi per la manovra economica, chi controllerà questo emolumento a pioggia? Solito vizio populistico; forse è una preparazione per le scelte sulla valutazione del merito?

Autore dell'articolo: Amministratore

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