Bologna: il crowdfunding per l’ex caserma Masini utilizzata per progetti

Bologna: il crowdfunding per l'ex caserma Masini

di Labas occupato

Un documentario

Documentario ideato e realizzato da Paola Mangano sulla storia di otto mesi di occupazione dal titolo “Villa Adelante”. Otto mesi in tredici minuti: raccontare la vita di 25 persone dentro un’occupazione abitativa, di persone che spesso non scelgono ma sono costrette a spingersi fuori dai bordi della legalità per crearsi una vita degna. Le loro storie, le loro esigenze, le loro emozioni.

Tutto questo e molto di più lo racconta la giovane autrice Paula Mangano nel suo primo lavoro autoriale, dopo aver passato un mese insieme agli abitanti dell’ormai ex Villa Adelante. Una storia autonoma, che però ne rappresenta tante altre che accadono attorno a noi ogni giorno e delle quali ci arriva magari soltanto l’eco. Questo documentario va oltre l’eco e racconta da una prospettiva raramente intrapresa quello che veramente vuol dire, dal punto di vista umano, della quotidianità, desiderare una vita normale.

Làbas è un centro sociale a Bologna che esiste da quasi tre anni. La sua importanza sociale all’interno del quartiere Santo Stefano e della città stessa si va a confermare giorno dopo giorno, apertura dopo apertura. All’interno degli 8000 mq resi liberi e usufruibili a tutte e tutti esistono molti progetti già avviati e molti altri che stanno per cominciare, che possiamo dividere in tre macro aree.

Produzione culturale e artistica

Numerose sono le iniziative culturali ed artistiche che si svolgo all’interno dellaSala Polivalente, da concerti di gruppi emergenti del circondario bolognese a spettacoli teatrali, passando per dibattiti e proiezioni di interesse storico o politico. Molti corsi stanno prendendo forma: dal già consolidato corso di shiatsu, a breve si attiveranno anche corsi di capoeira e tango. Un piano della palazzina, risistemato l’estate scorsa grazie alla collaborazione con il Servizio Civile Internazionale, sarà adibito a laboratori e atelier.

Sovranità alimentare

In collaborazione con Campi Aperti (associazione territoriale di produttori biologici e a filiera corta) ogni mercoledì si svolge un mercato di prodotti “genuini e clandestini”, e da ormai due anni esiste Orteo, un orto sociale di quartiere. Inoltre all’interno degli spazi si sono sviluppati altri due progetti sulla Sovranità Alimentare: Làbiopizzeria, pizzeria a biologica e a Km 0, e Schiumarell, un birrificio sociale.

Welfare

La presenza dello Sportello per il diritto all’Abitare di ADL Cobas all’interno dell’ex Caserma, oltre a svolgere una funzione di consulenza e informazione sul tema, ha portato molte persone a trovare una casa, attraverso la riqualifica di spazi sia interni che esterni a Làbas. Vi sono infatti quattro case, attigue allo spazio, che rispondono all’esigenza abitativa di giovani, studenti, disoccupati e pensionati.

Si sta pianificando, inoltre, la realizzazione di un progetto chiamato”Accoglienza Degna” che prevede un dormitorio per 10 posti letto per senza fissa dimora, funzionante per tutto il periodo invernale (incluso servizio di portineria sociale e punto medico) ed un “Refugees Welcome Point” in cui le persone in fuga da miseria, guerre e povertà, e che transitano per Bologna possano trovare ristoro (pernottamento per una o due notti, doccia, pasto caldo, ricaricare il telefono) ma anche informazioni utili rispetto ai propri diritti e a come proseguire il proprio viaggio.
È presente da ormai due anni anche Làbimbi, un laboratorio creato per i più piccoli, dove insieme ai genitori del quartiere si lavora per un’istruzione diversa, creativa e libera, a misura di bambino.

Un progetto di riconversione energetica

Tutto questo è stato messo a rischio da un violento distacco della corrente elettrica effettuato da ENEL. Non essendo praticabile la regolarizzazione di un contratto nello stabile, la riconversione ad energia autonoma, e il più possibile sostenibile, diventa necessaria, per la dignità delle persone che abitano nelle quattro case di via Borgolocchi e per la salvaguardia della ricchezza sociale usufruita dal collettivo Làbas e da tutte e tutti coloro che attraversano gli spazi.

La riconversione prevede:

  • 6 set di pannelli solari ibridi, con isola energetica autonoma: copriranno la fornitura alle quattro case abitate di via borgolocchi, un minimo di corrente perenne all’interno degli spazi di Làbas, la copertura energetica per il futuro Refugees Point (costo 1.748 € cadauno, per un totale di 10.488 €);
  • 3 stufe a metano: copriranno il riscaldamento alle stanze utilizzate per le attività socio-artistico-culturali all’interno degli spazi dell’ex Caserma Masini (costo 700 € ca. cadauna per un totale di 2.100 €);
  • 1 gruppo elettrogeno Diesel: per permettere lo svolgimento di concerti, proiezioni, attività laboratoriali e illuminazione (costo 5.000 € ca.);
    manodopera e materiale: contributo ad esperti che aiuteranno a montare la tecnologia a pannelli solari e materiali necessari (cavi elettrici, prese, tubi per il gas, etc…) (costo 1.500 € ca.).

Per un totale di 19.088 euro.

Se il progetto di riconversione andrà a buon fine, non solo riusciremo tutte e tutti a utilizzare di nuovo a pieno regime gli spazi di via Orfeo 46, strappandoli di nuovo al rischio di abbandono e spreco di terreno pubblico, ma sarà la conferma che l’ex caserma Masini è un Bene Comune sentito ed importante per la comunità che varca il cancello e fa splendere di luce propria Làbas.

Si può contribuire partecipando al progetto di crowdfunding.

Questo articolo è stato pubblicato su Inchiesta online il 21 ottobre 2015

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