La Manifesta 2015: le ragioni per cui ci troviamo qui, tre anni dopo

La Manifesta

di Sergio Caserta

Alla fine eccoci ancora qua, torna la Manifesta a Bologna alla quarta edizione dal 10 al 12 luglio prossimi, al Centro Costa dove tutto cominciò nell’ormai lontano febbraio 2012. In quella affollata assemblea con la partecipazione di tanti rappresentanti dei circoli, per discutere del futuro assai incerto del Manifesto, avviato alla liquidazione coatta amministrativa.

Da mesi organizzavamo come le compagne e i compagni in tutta Italia, cene, sottoscrizioni, vendite straordinarie per portare soldi al giornale in affanno, ma quell’assemblea con la partecipazione di molti giornalisti, Valentino, Gabriele, Loris, Giusi, Angelo e rappresentanti di tecnici e poligrafici, aveva un’altra motivazione. I compagni della redazione volevano informare il gruppo più attivo di sostenitori del giornale che c’era il rischio questa volta, serio e imminente, della chiusura e della perdita della proprietà della testata, che finiva nelle mani, prima dei liquidatori e poi di chissà quale acquirente estraneo al mondo manifesto.

Una riunione tesa ma costruttiva, dalla quale ricavammo la convinzione di dover andar avanti con un passo diverso dal passato: non più cercare volta per volta i soldi necessari a “sbarcare il lunario” a superare l’ennesima crisi. Occorreva lavorare a un progetto di rilancio vero e proprio, non solo giornalistico, ciò di cui pensavamo avesse bisogno il quotidiano comunista, era un rilancio strategico della sua missione, in particolare attraverso la rivitalizzazione innanzitutto dell’enorme patrimonio di legami e rapporti con un mondo vasto e diffuso di lettori, di sostenitori, di collaboratori, personalità e mondi della sinistra ormai frammentaria e frammentata ma pur sempre una grande forza del paese.

Da lì cominciò un lavoro che coinvolse molti di noi, per costruire una proposta politico organizzativa, ed anche economico finanziaria per dotare con un nuovo progetto editoriale, ovviamente elaborato dalla redazione, un nuovo assetto per la proprietà collettiva del giornale, giungendo a costruire lo statuto di una nuova cooperativa, in una forma molto innovativa, sulla base della Die Tageszeitung, proposta dal caro Guido Ambrosino, in cui si contemplava (semplifico) una proprietà ed una gestione multiple della testata e delle competenze; una società cooperativa mista con tre componenti riconosciute: quella redazionale di giornalisti e poligrafici, quella dei collaboratori professionali con rapporti consolidati, e quella più vasta di lettrici, lettori, sostenitori a vario titolo e livello, la rete dei circoli, gruppi, sindacati, cooperative ecc. che avevano nel tempo e a più riprese sostenuto il giornale, soprattutto degli oltre seimila sottoscrittori delle azioni della “manifesto spa”.

Nel frattempo nasceva il nostro sito “il manifesto Bologna” che andava a irrobustire la rete dei siti e blog di circoli, per alimentare anche su internet il progetto, attraverso l’utilizzo dei social network. Sappiamo com’è, andata: nonostante il vasto consenso esplicitato in un’assemblea con circa quattrocento partecipanti da un voto massicciamente a favore del progetto, la redazione non l’accolse, ritenendolo pericoloso per l’autonomia professionale ed inutile se non nocivo per le prospettive economiche. Sono susseguite dopo quell’assemblea, fatti molto pesanti, i “padri fondatori” e molte delle firme più prestigiose costrette a ritirarsi, lasciando il mondo del giornale attonito di fronte ad una rottura che plasticamente rappresentava tutte le innumerevoli e continue rotture dentro la sinistra.

In questa situazione alquanto desolante, la nuova cooperativa è andata avanti per conto proprio e si è consumata una cesura definitiva con il mondo dei circoli; molti per l’enorme delusione hanno chiuso i battenti, altri hanno continuato in altra direzione, alcuni come il circolo di Bologna, quello sardo, quello di Trieste, hanno proseguito la loro attività, certo con crescenti difficoltà ma anche con qualche riscontro positivo. Ora ci ritroviamo domenica 12 luglio, come da quattro anni, a Bologna, a discutere di come andare avanti nel nostro lavoro.

Il circolo di Bologna nel frattempo è diventato associazione il manifesto in rete che conta circa ottanta iscritti tra locali e sparsi in Italia; ci siamo incontrati di recente con i compagni de circolo sardo per discutere della possibilità di rinsaldare la nostra collaborazione, attivando un progetto editoriale di ristrutturazione dei nostri siti, per crearne uno solo con potenzialità informative maggiori, tali da contenere gli articoli che oggi pubblichiamo separatamente, ma anche con l’intenzione di allargare da subito lo spazio ad altre possibilità di collaborazione ai siti e ai gruppi d’interesse ancora attivi e ad altri che potranno aggiungersi.

Si tratta di un progetto molto ambizioso per chi come noi non ha possibilità di attingere a finanziamenti pubblici: dobbiamo contare sulle nostre forze e suscitare l’interesse di un fronte più ampio del contesto su cui abbiamo potuto contare finora. Ci viene in aiuto, l’incrollabile testardaggine, l’attitudine ad affrontare le difficoltà ed anche la convinzione che il contesto politico stia rapidamente mutando. A partire dalla Grecia, dove si vota in questo week end per salvare la democrazia e la dignità del suo popolo, in tutt’ Europa si stanno creando condizioni nuove per combattere il liberismo con più convinzione. In Spagna, in Portogallo, in Irlanda ed anche in Italia ( seppur con maggiori difficoltà) stanno nascendo “coalizioni sociali e politiche” che possono svolgere un ruolo importante nello scenario . La Grecia ci dice che non possiamo restare fermi e soprattutto non possiamo restare divisi, il mondo del lavoro e dei tanti che stanno pagando il prezzo più duro della crisi devono unirsi per realizzare un radicale capovolgimento politico degli equilibri attualmente dominati dalla Merkel e dalla Trojka.

Come sempre quindi la discussione dentro il nostro manifesto è strettamente connessa a tutto quello che avviene intono a noi. Vi aspettiamo a Bologna. Nel frattempo vi ricordiamo di sostenerci se possibile, anche con piccole somme, per realizzare il progetto comune. Per questo il nostro IBAN è IT15 Z050 1802 4000 0000 0172 490.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *