L’Anpi e il Pd: il detto e il poco conosciuto

Anpi
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di Silvia R. Lolli

L’Anpi, Associazione Nazionale Partigiani Italiani, è l’associazione dei partigiani, di coloro che si sono messi al servizio di tutti per recuperare la democrazia nel nostro paese. Oggi ha nel proprio statuto la possibilità di associare giovani che non hanno vissuto quei tragici eventi e ha il maggior numero di associate. Qui si condividono le idee di democrazia, antifascismo da attuarsi con la partecipazione di tutti, come fu negli anni della Liberazione: pluralità di voci partecipanti allora alla guerra civile, oggi alla vita economica, politica e sociale.

Negli ultimi tempi ci sono state due situazioni, di cui vogliamo dare informazione per capire meglio che cosa sta succedendo nella nostra politica. Che il Pd, con il premier e i suoi accoliti del momento, si stia arroccando in un atteggiamento difensivo e dimostri la paura di dover affrontare ora seriamente temi difficili per i tanti politici, giovani ma poco pronti, si sta svelando sempre di più negli ultimi tempi. Che però ci sia qualcosa d’altro sotto traccia che non si sa, ma succede nel momento in cui le riforme (Italicum, Costituzione, scuola) sono devastanti per il nostro prossimo tessuto democratico, ci fa alzare la guardia e cerchiamo di informare mettendo assieme due situazioni accadute negli ultimi tempi eni rapport tra Pd ed Anpi.

Riportiamo: la lettera inviata all’Anpi dal Pd di Maranello in data 13 maggio, e la risposta dell’Anpi locale. L’altra lettera è firmata dai responsabili di tre Anpi territoriali di Bologna, Reno, Saragozza, Porto; fa capire una scelta che a questo punto ci sembra la conferma di quanto è citato dal Pd Maranello: limitare la portata politica dell’associazione dei Partigiani, eliminando sul nascere da ogni festa Pd (chiamarla dell’Unità ci sembra falso viste le sorti del giornale) qualsiasi voce politica discordante dalla linea del partito.

Tutto ciò ci conferma dell’atteggiamento difensivo di questo attuale partito che vuol diventare partio unico. Il Pd sta dimostrando che non ama alcuna discussione, né in Parlamento, così le fiducie, né tanto meno tra la gente. Fuori bisogna solo far festa, l’importante in quella del Pd ci siano i ristoranti (per fare cassa) e la musica. Non si può ragionare, pensare tanto meno confrontarsi con altri; c’è uno solo al comando che pensa per noi, noi possiamo goderci il paese del Bengodi.

Autore dell'articolo: Amministratore

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