Bologna: il Cassero e le foto “blasfeme”, no all’istigazione all’odio

Il Cassero

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dell’Altra Emilia Romagna

Sulla vicenda delle foto “blasfeme” all’Arcigay di Bologna, e in particolare sulle reazioni violente scaturite dalla pubblicazione di immagini della “festa eretica e scaramantica Venerdì credici”, organizzata lo scorso 13 marzo al circolo Lgbt del Cassero, riteniamo che se è legittimo criticare un’espressione di dileggio verso una concezione religiosa o filosofica diversa dalla propria, non è ammissibile trasformare queste critiche in assalti violenti, minacce gravi ed ingiurie, istigazione all’odio di chiaro stampo fascista.

Le rappresentazioni irridenti il simbolo della croce cristiana costituiscono la rappresentazione iperbolica della critica e del rifiuto di uno specifico sistema di credenze, valori e regole: può non piacere ma è una manifestazione della libertà di pensiero e della creatività dello spirito che avviene senza arrecare un danno specifico, in quanto non rivolta contro qualcuno in particolare ma contro una filosofia di vita.

Lasciamo anatemi ed integralismi da parte e interroghiamoci sui mali più profondi e veri della società che determinano disagio: la povertà, la discriminazione sociale, l’intolleranza per le diversità; Papa Francesco ci sembra da questo punto di vista più illuminato di certi suoi prelati e di molti improvvisati alfieri della Sua Chiesa.

Sullo specifico tema dell’uso e della tutela dei simboli religiosi, riteniamo che la discussione pubblica debba essere condotta alla luce dei nostri principi costituzionali, concepiti nell’interesse di tutta la collettività, ed in tale prospettiva riteniamo che la vera vergogna che accompagna tali simboli non risieda nella loro irrisione da parte di chi non si riconosce in essi, quanto nella sconsiderata trasfigurazione da legittimi simboli di una confessione religiosa a marchi imposti nelle sedi fondamentali dell’esercizio delle funzioni dello Stato, quali i tribunali e le aule della scuola pubblica, a negazione del principio supremo di laicità della Repubblica.

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