Militari tedeschi e basi sarde. Perché protestare?

Protesta contro le basi sarde - Foto di Inchiesta online
Protesta contro le basi sarde - Foto di Inchiesta online
di Nello Rubattu

Com’è interessante la lettura delle cronache estere che parlano della Sardegna. È stato già riportato sulle pagine di Inchiesta online (rubrica “Osservatorio sulla Sardegna”) che l’aviazione tedesca per esercitarsi con i loro aerei, viene in Sardegna, a Capo Frasca, per la precisione. Uno dei poligoni di tiro più importanti per gli eserciti Nato.

Capo Frasca si trova su uno spuntone roccioso della costa centro occidentale dell’isola, a una ventina di chilometri da Oristano. Occupa una superficie a terra di 14 Kmq (in pratica una superficie che mette insieme l’arcipelago delle pontine e l’arcipelago delle Tremiti) e impegna una”area di sicurezza a mare” interdetta alla navigazione. Le ricadute sul territorio comprendono il divieto di esercitare la pesca e la presenza di ordigni inesplosi in mare e a terra. Al poligono, è collegato l’aeroporto militare Nato di Decimomannu, situato a sud dell’isola, che rappresenta la base aerea più attiva in Europa. Grava principalmente sulle aree del Comune di Villasor con una superficie di 18,16 kmq, di cui 5,72 kmq di demanio e 12,44 kmq di servitù. L’aeroporto viene utilizzato da italiani, tedeschi, inglesi e americani, soprattutto per l’addestramento di piloti di aerei supersonici al tiro nel Poligono di Capo Frasca.

Nelle loro ultime esercitazioni di qualche mese fa, l’aviazione tedesca, oltre al solito inquinamento con bombe e altro materiale esplosivo che spargendosi nel territorio della base e in mare, rendono quei quattordci chilometri quadrati un luogo non proprio adatto alle passeggiate, hanno provocato un incendio (vedi foto in alto) . Un incendio che i militari italiani della base non volevano spegnere e non volevano neanche fosse spento dall’antincendio sardo. “È un sito militare. Gode di privilegi che non possono essere disattesi”. Alla fine è dovuta intervenire la squadra antincendio regionale, con gli elicotteri, perché a terra scoppiavano ancora esplosivi lanciati dagli aerei. Ma questo dopo una lunga trattativa.

Una trattativa che ha fatto incazzare un po’ tutti: dalle forze politiche sarde a quelle del volontariato e ha dato l’occasione per una delle manifestazioni più importanti contro le basi militari in Sardegna (vedi foto in basso). Perché la nostra, è un’isola che ospita la maggior parte dei siti per le esercitazioni militari oggi operanti in Italia. Un bel peso per una economia stremata come quella sarda. Ma lasciamo stare.

L’ultima notizia che riguarda Capo Frasca, viene dritta dritta dalla Germania, dal Bundestag, il Parlamento tedesco: Die Linke la sinistra più a sinistra dei socialdemocratici tedeschi, ha chiesto al governo di Angela Merkel chi avrebbe dovuto pagare i danni per i giochi di guerra dell’aviazione tedesca in Sardegna. In Germania si sa sono molto attenti ai conti pubblici.

La risposta del governo di Angela Merkel è stata molto semplice: È l’Italia, dal momento che gli accordi sull’utilizzo della base lo prevedono: a pagare i danni provocati dalle esercitazioni è il governo italiano che si dovrebbe interessare delle bonifiche. Così è stabilito negli accordi per l’utilizzo del poligono. Perciò ai tedeschi, quello che poi fanno gli italiani in quel poligono non importa. Fatti loro.

Alla domanda dei parlamentari di Die Linke, su quali provvedimenti siano stati presi per rimuovere missili e munizioni caduti sul terreno del poligono la risposta è stata disarmante. Nessuno. Ma il motivo era quasi elementare. Non spetta all’esercito tedesco portare via i residui bellici delle esercitazioni. In base agli accordi con il ministero della Difesa italiano è l’aeronautica tricolore che porta via eventuali munizioni rimaste sul campo. Così come l’intervento in caso di incendio o altre emergenze legate alla sicurezza. Gli effetti collaterali non hanno importanza per chi utilizza la base.

Ovviamente, nelle carte presentate dal Governo tedesco al loro Parlamento, non si parla di eventuali accordi di risarcimenti per i sardi che ospitano sul loro territorio la struttura militare.

In pratica, il “prego, si accomodi, faccia come fosse a casa sua” è un atto di cortesia del nostro Governo nei confronti di ospiti così graditi come i militari tedeschi. Che poi nessuno paghi per il porcetto consumato, l’acquavite e il mirto come ammazza caffè, offerto ai graditi ospiti da parte dei sardi, è solo un dovere che rientra in un civile rapporto di ospitalità.

Gli italiani, si pensano molto furbi… Gli italiani, però. Fra questi non vengono contemplati i sardi, che essendo lontani dai loro interessi, per il fatto di appartenere ad uno Stato democratico, civile ed europeo, qualcosa la devono pagare… Perché protestare?

Questo articolo è stato pubblicato su Inchiesta online il 23 novembre 2014

Autore dell'articolo: Amministratore

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