A bordo della cronosfera. I fumetti tra scienza, storia e filosofia

A bordo della cronosfera
A bordo della cronosfera
di Noemi Pulvirenti

Molti ancora credono che i fumetti siano qualcosa di pedestre, un semplice mezzo visivo d’intrattenimento. Eppure non è così. In seconda media ricordo che mi salvai dall’interrogazione di Italiano sui Promessi Sposi grazie alla versione I promessi topi di Topolino. E da accanita lettrice di quel fumetto furono ben altri i classici della letteratura che mi rimasero impressi indelebilmente nella memoria.

Il libro A bordo della cronosfera. I fumetti tra scienza, storia e filosofia a cura di Marco Ciardi della Carocci editore, è uno splendido omaggio accademico al mondo dei fumetti grazie agli interventi di Enrico Castelli Gattinara, Marco Ciardi, Alberto Becattini, Giacomo Scarpelli e Giulio Giorello.

L’intento degli autori non è quello di raccontare la scienza nei fumetti, ma come dice Gattinara «sono scienza ed epistemologia a permetterci di cogliere meglio alcuni aspetti del mondo a fumetti». Ecco che Charlie Brown e il suo aquilone ci portano a strologare sulla teoria della relatività di Einstein, oppure Marco Ciardi nel suo saggio ci racconta come il famoso mito di Atlantide, narrato da Platone nel Timeo e Crizia, sia stato d’ispirazione per una moltitudine di fumetti: da La regina d’Atalanta disegnata da Giove Toppi su soggetto di Paolo Lorenzini a Atlantis Goes to War scritto da Don Cameron e apparso su Batman del 1943, dall’immancabile Topolino in Topolino e la scoperta dell’Atlantide del 1949 a L’Enigma di Atlantide nella serie Le avventure di Blake e Mortimer di Edgar Pierre Jacobs. E molti altri ancora.

Ma il fumetto non è stato soltanto capace di apportare teorie, filosofie e storia, ma in alcuni casi è stato capace di proiettarsi nel futuro, e con grosso stupore diventare anche realtà. Come la video ricetrasmittente da polso di Dick Tracy, personaggio creato nel 1931 da Chester Gould, o ancora il sommergibile VASH creato nel 1994, che è la riproduzione fedele di quello apparso in Tintin nell’avventura Il Tesoro di Rakham il Rosso.

Il critico cinematografico Claude Beylie cinquanta anni fa scrisse nella rivista Lettres et Mèdecins: «La bande dessinée est-elle un art?» e da allora fu annoverata come nona arte nella lista delle arti redatta precedentemente dal poeta Ricciotto Canudo nel 1923. I fumetti hanno fatto divertire e emozionare intere generazioni e, come nona arte, essendo la più piccola delle sorelle, è destinata a crescere sempre di più.

Autore dell'articolo: Amministratore

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