Visioni dal Biografilm: “The punk Singer”, ritratto della ribelle Kathleen Hanna

The punk Singer
The punk Singer
di Noemi Pulvirenti

Portland, 1990. Kathleen Hanna è bella, giovane e impegnata sia artisticamente che sulle tematiche legate al sessismo e, per farlo insieme alla sua amica Tobi Vail, usa come strumento le fanzine (riviste ciclostilate e autoprodotte). Daranno vita al movimento riot grrrl e scriveranno una rivista chiamata Bikini Kill, che non sarà soltanto una rivista. Le Bikini Kill diventeranno uno dei primi gruppi punk femministi.

Kathleen Hanna sul palco è scatenatissima, la sua voce è “un proiettile” e i testi sono dei veri e propri inni, dalla più famosa “Rebel Girl” o alle frasi “non ci serve che ci dite che siamo carine” in “Don’t need you”. Durante i live Kathleen invita le donne a venire sotto al palco, spazio che fino a quel momento era stato monopolizzato dal “pogo” selvaggio prettamente maschile; mostra il culo, si veste da bambina e continua a portare sul palco energia elettrica allo stato puro.

Sono anni importanti anche per un altro genere musicale che si radica nella cultura: il grunge capitanato dai Nirvana. Fu lei, che durante una festa con il caro amico Kurt Cobain, scrisse su un muro la frase: Kurt smells like a teen spirit. Il documentario The punk Singer della regista Sini Anderson, in gara per il Concorso Internazionale, ripercorre tutta la carriera musicale e non solo, anche quella personale, fatta sia di felicità che di frustrazione o della sua storia d’amore con il marito Adam Horovitz, membro dei Beastie Boys.

Il tutto intermezzato da filmati personali, live, interviste ai vari componenti o amiche come Joan Jett (fondatrice delle Runaways e produttrice proprio del loro singolo più famoso). Il film costruisce una narrazione biografica intima di Kathleen, rivelando il vero motivo che l’ha portata fuori dalla scena. Nel 2005, dopo aver trascorso anni senza aver capito quale fosse il male che l’affliggeva, le diagnosticano la Malattia di Lyme ad uno stadio molto avanzato che le provoca difficoltà di comunicazione, paralisi e altri sintomi.

Un film che vuole celebrare non soltanto la carriera musicale di una leader ma più di ogni altra cosa di una donna che non ha avuto paura di esprimersi e dire quello che pensava.

Autore dell'articolo: Amministratore

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