Galliera, la discarica della discordia in provincia di Bologna

Rifiuti - Foto di Radio Città del Capo
Rifiuti - Foto di Radio Città del Capo
di Massimo Corsini

Anche a Galliera, purtroppo, sta accadendo quello che in altri comuni della regione ha già allertato i cittadini. La discarica in gestione alla società di cui il comune stesso faceva parte, Gal.A, 60% Hera, 20% Galliera e 20%Baricella, dovrebbe essere ormai chiusa. L’estate scorsa, stranamente, in quattro e quattro otto, l’amministrazione stessa decide di uscire dalla società senza alcun motivo apparente.

Passa un po’ di tempo e, arrivando all’ultimo consiglio comunale, neanche un mese fa, un cittadino che abita vicino alla discarica, alla presenza del direttore di produzione di Hera Ambiente, Paolo Cecchin, fa presente che, nonostante quest’ultima sia ormai chiusa, continuano ad arrivare camion che scaricano. Per il sindaco, ovviamente, questo non è possibile, ma Cecchin cogliendo di sorpresa anche il primo cittadino ammette che è vero: continuano ad arrivare camion che trasportano carichi speciali di macerie provenienti dalle zone terremotate della regione. Nessuno sapeva nulla. Difficile da credere, ma neanche il primo cittadino di Galliera.

Se è vero che a pensare male degli altri ci si prende sempre, i casi sono due: o il sindaco, Teresa Vergnana, non ne sapeva nulla veramente, e il fatto la dice lunga su come Hera si serva delle amministrazioni comunali, e al Comune probabilmente è stato chiesto di uscire dalla partecipata per poter fare meglio il proprio lavoro, oppure il sindaco mente, e il fatto la dice lunga su come le amministrazioni si servano di Hera. Il fatto è che opposizione, cittadini e parte della stessa maggioranza, si stanno ponendo delle domande: si stanno chiedendo allarmati che tipi di rifiuti ci siano tra le macerie del post terremoto, chi le trasporta e, poiché si paga a conferire in discarica tali carichi speciali, perché il comune e i cittadini debbano rinunciare a questo introito.

Il consigliare regionale Galeazzo Bignami ha presentato un’interrogazione in Regione per ottenere chiarimenti in merito. Dalla risposta si evince che a Galliera sarebbero stati trasportati dodici mila tonnellate di detriti sismici provenienti dalla ditta Ceramica di Sant’Agostino. Sembra che “a monte”, ovvero al momento del carico, non ci fosse alcuna traccia di amianto nei detriti trasportati che ora si trovano in discarica in attesa di sapere se rimarranno in loco o verranno dirottati altrove. Tuttavia, al momento, non risulta sia stata fatta alcuna operazione di cernita delle macerie né controlli da parte dell’Arpa. Queste 12 mila tonnellate sono state pagate ad Hera 50 euro alla tonnellata per un totale di 600 mila euro.

Rimangono forti perplessità. A Finale Emilia e a Zocca, tanto per fare un esempio, è già accaduto che proprio ad inizio del mese di Dicembre si è scoperto che nelle rispettive discariche sono arrivati più di 3 mila tonnellate di rifiuti speciali da Roma sull’Appennino e altre 2 mila a Finale. Anche in questo caso i rispettivi sindaci, Fernando Ferioli a Finale e Pietro Balugani a Zocca, hanno dichiarato che non ne sapevano nulla. Hanno specificato che tutto, comunque, si è svolto nel pieno rispetto delle regole, salvo poi sottolineare che però “non è così che dovrebbero andare le cose perché Hera dovrebbe avere come priorità le buone relazioni con le amministrazioni locali”. Il punto è che a Finale, per lo meno, la società che gestisce la discarica, Feronia, è al 70% di Hera e al 30% di Sorgenia società interamente pubblica partecipata anche dal comune di Finale.

Ma perché a Bologna, a Galliera, l’amministrazione è uscita dalla società che gestiva la discarica insieme al comune di Baricella per cui aveva addirittura anticipato i denari per entrare a partecipare, lasciando i terreni della discarica, ormai satura, alla sola proprietà di Hera per i prossimi 30 anni? E poi rimane ancora da accertare se effettivamente i detriti trasportati non siano mischiati ad altro che potrebbe rappresentare un rischio per la salute e l’ambiente (a Modena c’è già chi ha gridato alla nuova terra dei fuochi), anche perché si parla di 12 mila tonnellate quantificate in discarica. Ma erano altrettante al momento del carico?

Visti i tempi che corrono i cittadini chiedono di sapere. E poi perché rinunciare a 600 mila euro, sempre visti i tempi che corrono, che farebbero comodo ad un comune come Galliera, di poco più di 5 mila abitanti, che ha addirittura anticipato i soldi per l’altra amministrazione, Baricella, e per i quali, da quanto risulta a chi in Consiglio Comunale si è premurato di chiedere delucidazioni, non risulta alcun piano di rientro?

Autore dell'articolo: Amministratore

1 commento su “Galliera, la discarica della discordia in provincia di Bologna

    Paolo Roversi

    (23 Dicembre 2013 - 22:53)

    Bravo Corsini su Galliera. Così si fa informazione.
    Durante la campagna per le primarie alla carica di sindaco ne sentiremo delle belle sulla trasparenza dell’attuale giunta.

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