Appennino tosco-emiliano: meno capitalismo dei rifiuti e più ambiente sostenibile

Sistema Cosea
Sistema Cosea
di Legambiente SettaSamoggiaReno

In tema di rifiuti abbiamo recentemente letto dell’invito che il ministro allo sviluppo economico Zanonato, che ama l’energia nucleare, ha rivolto a livello nazionale alle 4 grandi multi utility, protagoniste negli ultimi anni di importanti fusioni, affinché nelle proprie politiche espansionistiche diano la priorità all’assorbimento delle piccole e medie aziende di proprietà pubblica. Come Legambiente, lo consideriamo un messaggio inquitante e sbagliato nella forma e nei conteniti.

Negli ultimi giorni è apparsa inoltre sulla stampa locale la notizia che 24 Comuni dell’Appennino tosco-emiliano, proprietari del consorzio e delle società che costituiscono il cosiddetto “Sistema-Cosea” che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti sulla montagna Bolognese e Pistoiese, in vista della scadenza dell’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti a Cosea Ambiente SpA, e di un ormai prossimo esaurimento della discarica del Co.Se.A. Consorzio Servizi Ambientali, sono chiamati a valutare il futuro di queste realtà (circa 100 dipendenti diretti e altrettanti nell’indotto) ipotizzando la cessione dell’attività, in tutto o in parte, alla mulitutility Hera.

L’inquietante notizia si aggiunge alla avvenuta chiusura del tribunale e al ridimensionamento delle attività dell’Ospedale di Porretta Terme, alla eliminazione di numerosi Uffici Postali in tutta la montagna, agli enormi problemi del trasporto ferroviario della Linea Porrettana che migliaia di abitanti e numerosi nostri soci Legambiente subiscono. Una situazione di sempre maggiore isolamento e difficoltà di accesso ai servizi di base, che aggrava la crisi presente a livello nazionale. Misure che impoveriscono ulteriromente il nostro appennino tosco-emiliano.

Cosea Ambiente SpA, leggiamo, ha presentato un proprio Piano Industriale, proponendosi per un nuovo affidamento del servizio, puntando su un costo del servizio ad abitante inferiore a quello medio provinciale di Bologna, nonostante la bassa densità abitativa e la viabilità montane, sull’aumento della raccolta differenziata, sulla realizzazione di un impianto di selezione e compattazione presso l’attuale sito della discarica. Un piano industriale da accettare subito, altamente positivo e qualificante.

Legambiente già all’inizio dell’anno in corso ha evidenziato nelle proprie osservazioni al Piano Regionale Rifiuti quali siano gli obiettivi da seguire sul tema dei rifiuti, contenuti nella Direttiva Europea sui rifiuti (2008/98/CE), ma anche e soprattutto nelle esperienze locali, in particolare dei Comuni Ricicloni di Legambiente: tutte le possibili azioni di riduzione, raccolta differenziata spinta, selezione e riciclo del materiale raccolto nel rispetto tra gli altri del principio di prossimità al territorio servito, marginalizzazione delle pratiche di smaltimento in discarica e termovalorizzazione dei rifiuti.

Quello che ci piacerebbe ora leggere come Legambiente e come abitanti delle Valli del Setta, Vergatello, Limontra, Sambro e del Reno è che le scelte delle 24 Amministrazioni Comunali avverranno valutando la salute economica finanziaria patrimoniale del Sistema-Cosea rispetto a quelle di altri eventuali affidatari, e valutando le ricadute che tali scelte avranno sull’utenza, in termini in termini di accesso al servizio, di costo ad abitante, e soprattutto in termini di rispetto dell’Ambiente.

Tra pochi giorni ci piacerebbe leggere, che la scelta è strategicamente avvenuta, valutando attentamente gli obiettivi dei Piani Industriali delle parti in causa.

Gli obiettivi in tema di rifiuti non possono e non devono essere quelli industriali di ricerca del profitto o di ammortamento dell’impiantistica di smaltimento o di termovalorizzazione, ma quelli di rispetto dell’Ambiente investendo in strategie di lungo respiro, obiettivi questi che, rinunciando ad un controllo pubblico, è facile siano persi di vista.

Una ulteriore considerazione da fare è relativa alla deindustrializzazione che il nostro paese ha subito e continuerà a subire. Se non si salvaguardando realtà economicamente sane come Cosea, situazioni produttive di lavoro e risorse (pensate alla possibilità di riutilizzo materiali, cernita dei “ricchi” ma soprattutto al messaggio verso la comunità) il paese sarà destinato al declino ed invece di produrre ricchezza si distribuirà povertà anche in ragione dell’eccessivo accentramento di servizi che inevitabilmente allontanera le periferie, intese come aree non prettamente metropolitane, fino ad un loro completo abbandono. Un’accentramento che graverà sul cittadino in termini di costi e di qualità della vita.

Lo ribadiamo, come Legambiente chidiamo con forza che non venga sciolta una realta industriale positiva, sana, vicina agli abitanti, Cosea deve continuare a lavorare sul nostro Appennino.

Autore dell'articolo: Amministratore

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