L’ipocrisia del numero rimosso: i concorsi di bellezza e il concetto di donna che non evolve

Beauty contest - Foto di Marcella Tambuscio
Beauty contest - Foto di Marcella Tambuscio
di Raffaella Piazzi

Vidiciatico 10 agosto 2013. Per fortuna che era la notte di San Lorenzo e per fortuna che con Agnese, mia figlia, ci siamo fermate fino a tardi, fiduciose, a guardar le stelle sperando di scorgene almeno una cadente (eravamo piene di desideri). Ma nulla. ci riprovieremo anche perché le stelle cadenti valgono sempre. Agnese non ne ha mai vista una e voleva sapere come facevano a cadere.

Prima siamo state a un concorso di bellezza, a una selezione IMBARAZZANTE di Miss Mondo. Chi vinceva andrà alla finale nazionale. Mia figlia di dieci anni deve vedere questo modello di ragazza con poca cellulite, tra i 14 e i 25 anni, magra e mezza nuda. E deve soprattutto vedere l’assurdità di tacchi alti 14 centimetri o forse più. Deve vedere una giuria rigorosamente maschile non competente (composta dagli sponsor locali e dalla giunta comunale) e deve vedere lo slip del costume da bagno scomparire tra i glutei e farsi tante, ma tante domande. E deve vedere la sua quasi coetanea sfilare. E’ una quattordicenne sculettante con una lingerie trasparante. Ma vestite no? Non vanno bene? E hanno concesso di togliere il numero perché squalificante dopo le polemiche di questi giorni. Ma per favore!

Donne, vogliamoci più bene, molto più bene di così: è stato così faticoso arrivare fino a dove siamo arrivate e in un secondo si ripiomba indietro. Ho fatto un timido ma percettibile “buuuuuuuh!”. In questi contesti io mi aspetto sempre che si faccia aprire la bocca delle poverette e si analizzino i denti come si fa con alle vendite del bestiamo. Per cui lasciamo i numeri perché almeno non ci raccontiamo balle.

Autore dell'articolo: Amministratore

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