“Il Pd fa schifo, entrateci adesso”: la strana pretesa di Civati e Puppato

Pd - Foto di Orsonisindacodi Rudi Ghedini

Ho fatto parte di un partito per quasi vent’anni, e ne sono uscito con molta sofferenza, molti mesi dopo aver raggiunto l’assoluta certezza che non era più il mio partito. Conosco bene il senso di solitudine e di fallimento che si prova, quando si supera la soglia – diversa da persona a persona – che impedisce di mandare giù l’ennesimo boccone amaro, e so per esperienza che certe lacerazioni restano vive anche a distanza di anni.

Motivo per cui non mi sento di criticare chi – come Pippo Civati, Laura Puppato e quel paio di coraggiosi che non hanno votato la fiducia al Governo Letta – non se la sente di uscire dal Pd e vuole illudersi della sua riformabilità. Capisco meno la pretesa di proselitismo: il chiedere ad altri di entrare in quel partito o di impegnarsi più che mai, proprio oggi che il deragliamento è avvenuto, e il tradimento della promessa elettorale appare così vistoso.

Anche Civati e Puppato e altri sono consapevoli del tradimento – “Mai con Berlusconi! – eppure sembrano convinti di poter reindirizzare il Pd nella direzione giusta. Si illudono, ripeto, ma soprattutto sbagliano analisi. Il Pd non è finito nelle sabbie mobili per aver sbagliato la campagna elettorale e/o la tattica nell’elezione del presidente della Repubblica: questa lettura dei fatti, gli storici la definirebbero “evenemenziale”, focalizzata su momenti cruciali che sono certo importanti e restano nella memoria, ma rischiano di nascondere quello che altri storici – i francesi della scuola delle Annales – definirebbero processi di “lunga durata”.

Il Pd, semplicemente, non è mai nato. Veltroni aveva un’idea, ma già dopo due anni ne è prevalsa un’altra, poi Bersani ha cercato di ritrovare una sponda socialdemocratica, ma intanto Renzi spingeva nella direzione opposta. Eccetera. Giorni fa – riprendendo Michele Salvati – ho scritto delle 5 linee di frattura che demarcano il campo del Pd, e di nessuna di queste è mai stata trovata una sintesi. Hanno continuato a convivere posizioni inconciliabili.

Civati e Puppato (e gli altri che ora vogliono rifondare il Pd, da sinistra) non erano parlamentari mentre il loro partito si scavava la fossa sostenendo il Governo Monti, ma erano già dirigenti di primo piano, e non possono far finta di dimenticare chi ha votato la Riforma Fornero delle pensioni, l’acquisto degli F35, l’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione. Errori simili hanno incubato lo sfacelo di questa primavera, e almeno ai miei occhi non rendono credibile una rigenerazione del Partito Democratico. Serve qualcosa di nuovo.

7 Responses to “Il Pd fa schifo, entrateci adesso”: la strana pretesa di Civati e Puppato

  1. Francesco Cecchini ha detto:

    La Lega veneta sta tifando che PD candidi Laura Puppato per fare cappotto il 4 marzo,
    Francesco Cecchini.

    Quando nel marzo del 2013, Puppato lo accusò di essere un piccolo ducetto, Flavio Zanonato, ora europarlamentare, affermò: “ Mi sembra giusto che la gente sappia che la Puppato non accetta le critiche e che non è affatto quella che sembra in televisione.”

    Mie critiche politiche a Puppato riguardano i seguenti punti.
    Puppato sindaco di Montebelluna, compresa la breve appendice Andolfato.
    Esordì come sindaco nominando assessore ai lavori pubblici un agente immobiliare. A dimostrazione della strana scelta, il PD di Riese chiese le dimissioni di un vice-sindaco perché la sua carica era ritenuta non compatibile con la sua attività di geometra. Durante i suoi due mandati fu edificato molto e sottratto verde. Un esempio è l’iper centro commerciale sulla S.S. Fetrina. Fu rovinato l’antico centro di Mercato Vecchio con la costruzione di un edificio. Toni Gajo in un articolo pubblicato da La Tribuna del 29 maggio 2012 disse: ” Progetto inadeguato per il quartiere.” L’intervento di arredo urbano in centro è stato pessimo e costoso. Villette liberty furono trasformate in condomini senza il rispetto dell’ architettura originale
    Per alcuni fatti ha avuto un conflitto con Lega Ambiente (Piano Tre Pini, esposto di Legambiente per bloccare i lavori) ed è stata denunciata al TAV dal WWF di Montebellna. Le spese pubbliche delle sue due amministrazioni hanno condizionato pesantemente la successiva.
    Puppato e l’evento ANPI, Cansiglio 9.09.2012 .
    Puppato si presentò come oratrice unica e capogruppo del PD in Consiglio regionale Veneto. Fatto grave che ruppe l’unità delle forze antifasciste. Per esempio non partciparono i sindaci di Vittorio Veneto, medaglia d’oro della Resistenza Giannantonio Da Re, e di Montebelluna, Marzio Favero, leghisti, ma antifascisti. Da Re che in precedenti raduni aveva introdotto il raduno parlò di “insulto” e dichiarò: ” Mio padre ha lottato fra quelle montagne, ha rischiato la vita, ma non l’ha fatto per una parte politica, ma per il Paese.” Si rifiutò di partecipare anche l’on. Giancarlo Scottà. Non furono mandati gonfaloni di città, tra i quali quello di Treviso. Un giudizio negativo fu espresso anche dalla sinistra. Così Renato Cardazzo, segretario regionale di Rif. Comunista veneta: ” … I promotori di quest’anno hanno abbandonato ogni prudenza, decidendo di rendere evidente il proprio collateralismo, invitando per l’orazione ufficiale dell’iniziativa la capogruppo in Consiglio Regionale del Partito Democratico Laura Puppato. Ai promotori non sfuggirà che la decisione di prestarsi in modo così palese e ingiustificato ad un uso politico della manifestazione, rende necessario l’avvio di una seria riflessione sulla autonomia e sulla natura pluralistica e popolare dell’Anpi…”
    Promotore dell’iniziativa fu il Presidente dell’ANPI di Treviso, Umberto Lorenzoni. Una gaffe politica, come se l’allora presidente dell’ANPI Carlo Smuraglia avesse organizzato il raduno nazionle a Marzbotto con il segretario del PD Bersani, come oratore unico.
    Una mia lettera aperta a Carlo Smuraglia su come era stato organizzato il raduno ricevette un riscotro positivo. Sia la lettera aperta che la risposta sono state pubblicate dal sito La Storia, Le Storie di Pordenone. L’evento servì a Puppato come trampolino di lancio, infatti dopo pochi giorni annunciò la sua partecipazione alle primarie del Partito Democratico per la segreteria nazionale di quel partito e la presidenza del consiglio.
    Puppato alle primarie del Partito Democratico del 2012.
    Un tonfo non riuscì a ottenere nemmeno un 3%. Fu l’unica partecipante a fare attacchi personali. Disse che Matteo Renzi sembrava teleguidato. Nello spareggio tra Bersani e Renzi fu l’unica a fare una una dichiarazione di voto, disse che avrebbe appoggiato Bersani, perché rappresentava meglio il suo programma, dando ragione così a chi chi sosteneva che era stata fatta partecipare da Bersani per contrastare Renzi. Bersani la ringraziò dell’appoggio e Probabilmente la premiò mettendola capolista in Veneto per il Senato. In armonia con il suo stile, abbandonò Bersani quando questi perse la segreteria nazionale del PD.
    Puppato e la Centrale di Porto Tolle.
    Quando nel luglio del 2011 il Consiglio Regionale Veneto si pronunciò per la riconversione a carbone della centrale elettrica di Porto Tolle, Puppato capogruppo del PD non si oppose come Bertolissi, eletto nella stessa lista, ma si è astenuta, facendo passare questo come una critica / atto di accusa alla politica della Lega veneta. L’astensione fu criticata in un articolo pubblicato dal Manifesto da Andrea Boraschi, Resp. Energia di Greenpeace Italia.
    Puppato e l’aborto.
    La legge 27/12 che permette al Movimento per la vita, od altri, di entrare negli ospedali senza l’ autorizzazione della autorità sanitaria, come prevede la 194, ottenne il voto favorevole da Puppato allora capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Veneto La commissione Sanità del Consiglio regionale poco tempo dopo respinseil testo che autorizzava l’ ingresso negli ospedali ad associazioni che si occupano di etica e salute. Il Movimento per la vita, innanzitutto. Così tornò in giunta il regolamento della legge 27 approvato prima. Una vittoria delle donne, una sconfitta di Puppato.Sulla vicenda significative sono state le affermazioni di Alberto Capece Minutolo.

    La disonestà politichese della Puppato: le false smentite e le vere menzogne

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    Stamattina questo blog è uscito con la notizia che la signora Laura Puppato, auto candidatasi alle primarie del …

    Puppato, presidenze del consiglio, ministeri e sottosegretariati.
    Nell’Espresso, dopo le politiche del 2013, il giornalista Marco Da Milano nella sua rubrica Top e Flop ha assegnato a Puppato un Flop: ” Reclama un posto da Ministro per se? Ci mancherebbe! Per la sua terra: “Il Veneto deve essere nel futuro governo”. Alle primarie un pezzo di intellettualità tifava per lei, la sola candidata, la nuova Tina Anselmi. La carta del genere è stata giocata, tocca a quella regionale, ma la veneta Tina Anselmi non l’avrebbe mai fatta: roba da dorotei.”
    In un articolo 27 febbraio del 2013 pubblicato da Oggi Treviso dal titolo Puppato for President? si informò di un’iniziativa di Francesco Fiore per Puppato presidente del Consiglio di un governo PD/Sel + M5s. Debora Zardo, braccio destro di Puppato, aderì subito, confermando così il placet di Puppato. Puppato non divenne President di un governo PD/Sel + M5s, né di altri governi.
    Il 26 marzo 2013 a Un Giorno da Pecora dichiarò che farebbe fatto volentieri il sottosegretario al lavoro a patto che il ministro non fosse Brunetta. Brunetta non diventò ministro, ma Puppato, nonostante le sue dichiarazioni, non fu fatta sottosegretario.
    Il 2 luglio 2013 l’Associazione Donne per Laura Puppato scrissero una lettera al premier, per conoscenza al premier per conoscenza alla viceministra Cecilia Guerra richiedendo una ministra per le pari opportunità. Le Donne per Laura Puppato non furono ascoltate.
    Puppato e l’art.138 della Costituzione.
    L’ aver votato in Senato l’abolizione dell’art. 138 della Costituzione, dopo aver partecipato alcuni giorni prima, il 12 ottobre 2013 a Roma ad una manifestazione a sostegno carta costituzionale. La vicenda è raccontata dal seguente articolo:

    NO alla riforma della Costituzione – Pressenza

    NO alla riforma della Costituzione – Pressenza

    Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove …

    Puppato e la politica.
    Ha cambiato spesso posizione. Puppatiana alle primarie PD del 2012 ,per ottenere la segreteria del partito e la presidenza del consiglio. Un tonfo, non raggiunse il 3%. Poi, via via, bersaniana, amica dei grillini,civatiana ed ora, per il momento, renziana.
    Puppato, sindachessa, consigliera regionale, senatrice.
    L’ aver abbandonato per ben due volte il territorio dove era stata eletta, prima di terminare il suo mandato. Prima Montebelluna dove era sindaco,per diventare consigliere regionale veneta, poi il Veneto per diventare senatrice.
    ULTIME DELLA SENATRICE LAURA PUPPATO.
    Puppato e il M5s.
    I rapporti tra Grillo e Puppato risalgono a 2007 quando fu indicata da Beppe Grillo come esempio di un politico che gli piaceva e fu premiata dallo stesso Grillo come primo sindaco “a cinque stelle”.
    Alle elezioni politiche del 2013 Puppato diventò senatrice grazie a essere nominata capolista in dal segretario Bersani, grato probabilmente per il sostegno a Pier Luigi Bersani per il 2º turno delle primarie. Dopo essere stata eletta senatrice , grazie altitolo di 5 stelle si persentò come ponte tra Partito Democratico e M5s. Tra l’altro dichiarò che non grillina, ma che questi erano pupattiani (sic!). Il tentativo fallì vedì incontro tra Bersani e i pentastellati del 27 marzo 2013.
    In un articolo del 26 settembre 2014 dal significativo titolo, La senatrice Puppato contro tutti:il Pd è diventata una palude propose in polemica con LucioTiozzo, capogruppo del PD nel cosiglio reionale, di avviare in Veneto il laboratorio di un nuovo centrosinistra aperto ai 5stelle, con lei come governatrice. Il Partito Democratico non accettò e anche il M5s le sbattè la porta in faccia.
    In occasione delle amministrative del 2016 a Montebelluna il candidato sindaco pentastellato Carmine Bianco dichiarò: “Puppato si dice “grillina”? Ma per favore! Strumentalizza una dichiarazione di Beppe di 10 anni. Beppe è uno dei tanti delusi dal reale operato della Puppato, …”. La scomunica fu ufficializzata in quanto pubblicata sul blog di Beppe Grillo.
    Da notare che Puppato poco dopo è intervenuta su una delle ombre della giunta M5s romana di Virgina Raggi. Puppato: “Muraro? Bravissima, ai 5 Stelle l’ho presentata io.”. Un’ ulteriore gaffe in quanto la bravissima Muraro ha dovuto, per le note vicende dare le dimissioni.
    Conclusione sembra che M5s non consideri più Puppato 5 stelle, ma Puppato 0 stelle.
    Puppato, l’ANPI e il Referendum del 4 dicembre 2016.
    Sulla vicenda con l’ANPI leggere quanto pubblicato da Nextquotidiano il 16 novembre 2016

    L’esilarante storia della senatrice Laura Puppato “espulsa” dall’ANPI – neXt Quotidiano

    L’esilarante storia della senatrice Laura Puppato “espulsa” dall’ANPI – …

    La senatrice Laura Puppato si “stupisce” di essere finita sui giornali per la sua “espulsione” dall’Associazione…

    Dopo la sconfitta del SI di cui era sostenitrice attaccò gli italiani su Twitter: ” In effetti, a pensarci bene c’è stata la fuga di cervelli all’estero, per quello che solo all’estero ha vinto il SI.” Come ha dire: le persone intelligenti sono quelle che sono andate all’estero. Gli altri che hanno votato NO non sono intelligenti. La brillante uscita creò proteste e polemiche, tanto da costringere Puppato a, in qualche maniera, scusarsi.
    Puppato assicuratrice.
    Da Libero del 26 giugno scorso: “Brutte notizie per gli automobilisti italiani regolarmente assicurati. La commissione attività produttive della Camera ha approvato un emendamento al Ddl Concorrenza che abolisce il divieto al tacito rinnovo per le polizze…”
    Sul tema l’Linkiesta ha pubblicato una nota. Hanno svriito in molti su Puppato assicuratrice.

    Torna il tacito rinnovo per le assicurazioni, dal Parlamento uno schiaffo a famiglie e consumatori

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    Nel cosiddetto ddl concorrenza è stato inserito un emendamento per non estendere la norma che aveva consentito u…

    Puppato e Veneto Banca.
    I rapporti di Puppato con Veneto Banca vengono da lontano. L’istituto di credito acquistò il terreno dove doveva sorgere l’inceneritore che era stato il cavallo di battaglia della Puppato nella sua prima campagna elettorale per conquistare il municipio. Quell’acquisto metteva a posto i conti dopo che la Puppato era riuscita a cancellare l’inceneritore. Per quanto riguarda Vincenzo Consoli, ex ad di Veneto Banca, nel 2008 Puppato gli conferì la cittadinanza onoraria di Montebelluna e gli organizzò pure una lectio magistralis affinché spegasse a studenti delle superiori come si governa una banca. Nel 2010 quando Consoli fu nominato commendatore Puppato affermò: “Non possiamo che essere lieti di questa notizia. La nostra Amministrazione Comunale ha voluto rendere omaggio a questa figura di spicco di Veneto Banca già due anni fa, conferendogli la cittadinanza onoraria come riconoscimento delle sue straordinarie capacità che hanno permesso di far crescere il gruppo legando gli interessi preminenti di questo territorio con la crescita equilibrata e continua dell’Istituto di credito”. Vvox il 18 aprile del 2015, solo due annni fa, riportava questa frase di Puppato su Consoli. “Avevo ed ho grande stima di lui, si è dimostrato un professionista eccellente nel suo campo, una figura di spicco del mondo dell’impresa e della finanza.” Sempre su Vvox poco più di un anno fa Puppato invitava a comprare azioni di Veneto Banca. “Crediamoci e investiamo, non posso credere che non si voglia essere padroni del proprio destino da queste parti.” Puppato chiese ai risparmiatori della banca di “credere nella capacità di rinascita e di crescita del proprio territorio”. Per quello che ha detto e fatto è nel mirino dei risparmiatori della banca. In un articolo della Tribuna di Treviso del 09.08.2016, Chiara Gasperoni scrive a proposito di un’assemblea dei soci di Veneto Banca: “ La senatrice del PD Laura Puppato scende dal palchetto allestito per gli interventi tra una valanga di fischi e male parole.” Il 26 giugno 2017, è stata contestata a Cornuda da risparmiatori con cartelli e slogan.Leggere l ‘articolo sulla Tribuna di Treviso, con titolo in prima pagina.
    Particolalrmente duro con lei è don Torta dell’ononimo coordinamento che tra l’altro ha affermato che è sempre stata assente e ora fa campagna elettorale e parla perché non sa.

    Puppato e il Referendum veneto.
    Nella Tribuna di Treviso del 24 ottobre due giorni dopo il referendum l’on. Rubinato afferma:” PD STOLTO SULL’AUTONOMIA. LASCIATO IL CAMPO A ZAIA.” In prima linea per l’astensione è stata Puppato, nonostante la direzione regionale del PD veneto e la segretaria provinciale di Treviso del PD si fossero espressi per il SI. La senatrice ha contribuito così non solo alla stoltezza dell’astensione dem, alla vittoria del SI, alla vittoria di Zaia e della LegaNord al referendum, ma anche alla futura vittoria di Zaia e della Lega Nord alle future elezioni in Veneto.
    Va detto che senatrice Puppato, forse anche come risultato della sua carriera politica, non fa più parte della direzione nazionale del Partito Democratico.

    Francesco Cecchini

  2. Francesco Cecchini ha detto:

    Leila, nessun problema di tipo personalistico con senatrice Puppato. Ma c’ e’ una radice diciamo personale nelle mie critiche. E’ la sua strumentalizzazione partitica e personale dell’ evento partigiano del Cansiglio del 9 settembre 2012, dove si e’ presentata / e’ stata presentata come oratrice ufficiale unica capogruppo del PD in consiglio regionale veneto. Dopo un paio di giorni si e’ auto candidata alle primarie del PD per la segreteria del partito e la presidenza del consiglio.
    Il Cansiglio e’ speciale per me. Sono figlio e nipote di partigiane che hanno combattuto nel bellunese e nel Cansiglio stesso.

  3. Francesco Cecchini ha detto:

    SENATRICE PUPPATO E L’ ART. 21 DELLA COSTITUZIONE.
    Art. 21 della Costituzione: “Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”
    Quando nel marzo del 2013, Laura Puppato lo accusò di essere un piccolo ducetto , Flavio Zanonato, ora deputato al parlamento europeo affermò:
    “ Mi sembra giusto che la gente sappia che la Puppato non accetta le critiche e che non è affatto quella che sembra in televisione.”
    Sono stato denunciato da Puppato per averla diffamata con calunnie, il processo inizierà il 17 ottobre prossimo.
    La mia non è diffamazione personale, ma critica a comportamenti politici della senatrice Puppato, diffusa con i mezzi a disposizione di un cittadino. giornali online, social network, emails etc.,etc.. Ho aumentato la diffusione dopo che Puppato mi ha inviato a casa due volte il comandante dei carabinieri di Montebelluna, Arcidiacono per farmi cambiare idea e dopo la denuncia.
    Le mie critiche alla senatrice Puppato riguardano principalmente i seguenti punti:
    • La strumentalizzazione partitica dell’evento del Cansiglio il 9 settembre 2012. Puppato si presentò come oratrice unica e capogruppo del PD in Consiglio regionale Veneto. Fatto grave che ruppe l’unità delle forze antifasciste. Allego la mia lettera aperta dell’ anno scorso a Carlo Smuraglia e la sua risposta.
    • La sua performance come sindaco di Montebelluna. Tra l’altro fu denunciata al TAR dal WWF locale.
    • Quando nel luglio del 2011 il Consiglio Regionale Veneto si è pronunciato a favore della riconversione a carbone della centrale elettrica di Porto Tolle, Puppato capogruppo del PD non si è opposta come hanno fatto altri, per esempio Bertolissi eletto nella stessa lista, ma si è astenuta, facendo passare questo come una critica / atto di accusa alla politica veneta.
    • La legge 27/12 che permette al Movimento per la vita di entrare negli ospedali ottenne il voto favorevole da Puppato allora capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Veneto ( La commissione Sanità del Consiglio regionale poco tempo fa ha respinto il testo che autorizzava l’ ingresso negli ospedali ad associazioni che si occupano di etica e salute. Il Movimento per la vita, innanzitutto. Così torna in giunta il regolamento della legge 27 approvata 2 anni fa. Una grande vittoria delle donne, una sconfitta per Puppato ).
    • L’ aver votato in Senato l’abolizione dell’art. 138 della Costituzione, dopo aver partecipato alcuni giorni prima, il 12 ottobre 2013 a Roma ad una manifestazione a sostegno carta costituzionale.
    • Il cambiare troppo spesso posizione. Puppattiana durante le primarie del PD del 2012 per ottenere la segreteria del partito e la presidenza del consiglio. Poi, via via, bersaniana, amica dei grillini,civatiana ed ora renziana.
    • L’ aver abbandonato per ben due volte il territorio dove era stata eletta, prima di terminare il suo mandato. Prima Montebelluna dove era sindaco,per diventare consigliere regionale veneta, poi il Veneto per diventare senatrice.

    Francesco Cecchini 21.06.2014

  4. Francesco Cecchini ha detto:

    Nessun problema personale, ma avversione politica. Chi vuole un mio documento che spiega le ragioni mi scriva al seguente indirizzo:

    francesco_cecchini2000@yahoo.com

  5. Gianni Sartori ha detto:

    Allego una mia intervista a Laura Puppato in occasione delle primarie PD del 2013 (apparsa all’epoca sul sito del PD di Noventa Vicentina). In effetti salta agli occhi qualche contraddizione tra quel che diceva e quel che poi ha fatto. Chissà cosa ne penserebbe un nostro comune amico, il compianto Alex Langer…
    (Gianni Sartori)

    “Il debito pubblico di cui dovremmo preoccuparci di più -ci spiega Laura Puppato- è quello con il pianeta che potrebbe lasciarci senza cibo, acqua ed energia”. Abbiamo intercettato l’ex sindaco di Montebelluna (unica donna nelle primarie del PD) alla stazione di Padova, reduce da un incontro a Spinea con i comitati di sostegno, in attesa del treno per Roma. Una scelta, quella di fare campagna elettorale con i “mezzi”, in linea con la sua storia personale di ambientalista.

    1) D. C’era una volta il “ricco Nord-est”, una regione non risparmiata dalla crisi dopo gli anni di sviluppo economico. Qualche sua considerazione…
    R. Qui la politica regionale è probabilmente vissuta sugli allori, pensando che comunque questo territorio sarebbe stato in grado di rimanere concorrenziale, competitivo. Ma questo non è accaduto, non poteva accadere. E’ mancata la capacità politica di comprendere di cosa veramente abbisognava la piccola e media industria.

    2)D. In particolare, cos’è mancato?
    R. A livello nazionale è venuto meno il diritto civile ad avere garanzie. Attualmente siamo al 156° posto su 181 paesi in quanto capacità di tutelare i cittadini, quanto basta per far fuggire le imprese.
    Dall’altro lato, una burocrazia pletorica che per mettere barriere alla corruzione ha reso impossibile la vita agli utenti. Predomina la soggettività dei comportamenti, non esiste il merito…Situazioni che in parte sono un “prodotto tossico” dell’eccessiva burocratizzazione.

    Altra carenza, le infrastrutture, sia quelle telematiche che i servizi a disposizione dei cittadini per trasporto di passeggeri e merci. A mio avviso abbiamo “perso” scegliendo malauguratamente di privilegiare il trasporto su strada. Per esempio non puntando sulla metropolitana di superficie, come in molte città europee, da Berlino a Nantes. Una soluzione in grado di ridimensionare i costi sociali per le famiglie, ma anche per le imprese che non dipenderebbero più dalle variazioni dei costi di petrolio e gasolio. Aggiungiamo che Veneto-Sviluppo avrebbe dovuto tutelare le micro-imprese, ma non c’è mai riuscito (soltanto le medie). Le aziende che costituiscono il vero tessuto del Nord-est sono state lasciate sole, così come non si è investito nella ricerca e nell’educazione.

    3) D. Tra le sue proposte anche un Senato delle Regioni…
    R. Anche se la politica attuale sta rischiando di bypassare tutto, resta l’esigenza di una riforma elettorale e del dimezzamento dei parlamentari. Ritengo che con la doppia Camera l’attività legislativa venga rallentata e sono a favore di un Senato delle Regioni come secondo asse legislativo, una modifica dell’assetto istituzionale che automaticamente ridurrebbe il numero dei parlamentari. Aggiungo che considero l’attuale polemica sulle Regioni quantomeno strumentale. Dietro la richiesta di cancellare le autonomie, unica garanzia per i cittadini di essere governati da vicino, vedo una forma di neocentralismo.

    4) D. Altre indicazioni in materia di riduzione dei costi e di riforma della politica?
    R. Per un’autentica riforma della politica e dei partiti è necessario stabilire un tetto ai finanziamenti pubblici, controllarne l’impiego e, soprattutto, fornire un rendiconto accessibile ai cittadini. Compito dei partiti, selezionare i propri rappresentanti su criteri di onestà e integrità personale. Per poter accedere a qualsiasi livello di candidatura, è indispensabile essere incensurati. Le priorità: una legge anti-corruzione, una nuova legge elettorale con doppia preferenza, maschile e femminile, e un sistema uninominale e maggioritario spinto per garantire la governabilità.

    5) D. nel suo programma si parla molto di mobilità sostenibile. In concreto?
    R. Mobilità sostenibile significa miglioramento della qualità della vita, riduzione dei costi di viaggio, sia in termini di denaro che di inquinamento, e anche dei costi sanitari (meno inquinamento e meno alienazione, maggior attività fisica e minor ricorso a cure mediche). In linea con Kyoto, propongo progetti mirati all’efficienza dei trasporti per una reale riduzione delle emissioni. In particolare, reti e servizi per il trasporto collettivo, percorsi protetti pedonali e ciclabili e reti metropolitane integrate (bus, tram, treno, metro).

    6) D. Ritornando al Nord-est, cosa hanno rappresentato le varie Leghe? Un coagulo di egoismi diversi o una rivalsa identitaria?
    R. Colgo un’analogia tra il fallimento di un determinato sistema produttivo (sostanzialmente fordista) e l’attuale declino della Lega Nord la cui esistenza si è sempre basata, sostanzialmente, su due principi-base. Da un lato, individuare un “nemico” (prima i meridionali, poi gli immigrati…) per fare leva sulla paura e dall’altro il federalismo, inteso come soluzione a tutti i mali, come panacea, ma in realtà non realizzando nulla di quanto era stato promesso. Per questo sostengo che alla “Lega della paura” è subentrata la “Lega delle illusioni”.

    7) D. La discussione sui costi della politica sembra aver oscurato la questione delle spese belliche. Un suo commento, ripensando anche all’esperienza di pacifista durante la guerra nella ex-Yugoslavia…
    R. All’epoca del conflitto nella ex-Yugoslavia, per 4-5 anni, ho preso parte a varie iniziative di aiuto umanitario, in particolare nelle zone confinanti tra Croazia, Serbia e Bosnia. Abbiamo potuto vedere con i nostri occhi cosa succede quando la pazzia si impadronisce di una nazione. Per quanto riguarda la situazione attuale, ritengo che spendere vari miliardi di euro all’anno per le missioni all’estero (così come acquistare i nuovi caccia-bombardieri) sia una follia totale. In una prospettiva di Stati Uniti d’Europa, è fondamentale ripensare la politica estera. Anche ragionando soltanto in termini di convenienza, emerge la necessità di una politica estera europea comune, sia in caso di “intervento” che di “non-intervento”.

    8) D. Durante la guerra nella ex-Yugoslavia ha conosciuto il compianto Alex Langer. Come lo ricorda a 17 anni dalla morte?
    R. Un grande, nella sua umanità. Forse non così “forte” come appariva, ma profondamente determinato nelle sue scelte, nel suo tentativo di cambiare comunque qualcosa. Alex ha pagato un prezzo altissimo per la sua sensibilità, per quello che potrei definire un “eccesso di generosità”. Quando hai dato tutto, può succedere che dentro ti rimanga un vuoto…
    Gianni Sartori

  6. Leila ha detto:

    Francesco Cecchini , stai scrivendo ovunque ( copia incolla) sul web queste tue velenose opinioni sulla Puppato. Troppo incattivite per essere solo opinioni politiche. Problemi personali?

  7. Francesco Cecchini ha detto:

    Puppato variabile, cento ne pensa e cento ne fa. L’ anno scorso si e’ proposta come Premier donna, un specie di Angela Merkel di Crocetta del Montello, poi come Ministra di cui il Veneto ha bisogno, infine come Sottosegretario al Lavoro a patto che Brunetta non fosse il suo capo, per ultimo come Segretario del Partito Democratico.
    Puppato e’ un caso eclatante di “ipocrisia” politica a fini carrieristici. Puppato si spaccia per ambientalista, difensore dei diriitti delle donne ed amica del M5s, ma le prime due affermazioni sono in contrasto con quello che in tealta’ combina ( vedi una mia nota critica) e la terza e’ puro opportunismo. Il rinnovamento della politica in Italia passa anche per lo sbarazzarsi, politicamente, di simili personaggi.

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