Il futuro del Manifesto: un miracolo fasullo

Il Manifestodi Daniele Barbieri

Sulla prima pagina del manifesto il 29 dicembre viene annunciato, con un articolo breve e incomprensibile, nientemeno che un “miracolo”. Si legge che “il ministero dello sviluppo ha autorizzato ieri ufficialmente l’affitto del giornale alla nuova cooperativa. È un contratto che allontana, almeno per qualche tempo, l’urgenza della vendita della testata”. Illogico e loffio. Ma siccome bisogna essere buoni, mi son detto: “domani spiegano tutto”.

Invece il 30 dicembre neanche un rigo. “Segreti e bugie” come nel titolo di un famoso film inglese. Per me è evidente che il manifesto per come lo conoscevo, con i suoi pregi e con i suoi difetti, è morto (sto parafrasando un famoso editoriale di Luigi Pintor che annunciava: “La sinistra italiana, per come la conoscevamo, è morta”).

Dal 2013 il quotidiano in edicola sarà, almeno per me, un’altra cosa da quello che (ripeto: con i suoi pregi e i suoi difetti) mi ha accompagnato per anni. Sarà possibile – e come? e quando? con chi? – far nascere un nuovo manifesto? Se la discussione vi interessa segnalo soprattutto il sito del circolo bolognese, cioè che è molto ricco (anche d’altro). Da parte mia continuo a credere ai versi di Bertolt Brecht: “Il mondo si muove se noi ci muoviamo / si muta se noi ci facciamo nuovi”.

Commento al post La rivoluzione non russa

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