La scuola tra sit-in, occupazioni e cortei: pronti per lo sciopero del 14 novembre

Foto di Jerik 0ne
Foto di Jerik 0ne
di Roberto Ciccarelli

All’estero, lontano dalle piazze che torneranno a riempirsi già a Roma, con gli studenti che occupano sette scuole a Ostia e altri che hanno sfilato nel IV municipio, il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha confermato che il governo sosterrà un emendamento abrogativo sull’aumento di sei ore dell’orario di lavoro dei docenti. La notizia era stata anticipata nel dibattito sulla legge di stabilità dal sotto-segretario Marco Rossi Doria. «Ora si tratta di trovare 182,9 milioni di euro – ha detto – per onorare la spending review che è legge dello Stato».

Questa la ragione per cui i sindacati della scuola hanno confermato due giorni di sciopero. Inizieranno i Cobas, Unicobas e il Sisa, ai quali si è aggiunta nelle ultime ore anche la Flc-Cgil, che sfileranno insieme agli studenti mercoledì 14 novembre, il giorno dello sciopero generale in Portogallo, Spagna e Grecia. Gli studenti hanno annunciato cortei a Torino, Palermo, Roma, Pisa e Cagliari e in città come Bologna.

In rete gira un appello dove due studenti anonimi, un ragazzo e una ragazza, dichiarano: «Sono uno, nessuno e centomila. Ho mille facce, ma rappresento una sola condizione». Quella di una precarietà amplificata dal taglio all’istruzione e al welfare, la ricetta adottata in ossequio delle politiche dell’austerità contro la crisi del debito sovrano.

Per i sindacati è invece inderogabile una discussione sul rinnovo del contratto e il blocco degli scatti di anzianità dei docenti che il governo non intende affrontare per il momento. Per una strana coincidenza temporale, la data del 14 coincide con il termine della discussione parlamentare sulle 24 ore settimanali. Alle manifestazioni parteciperanno molte sigle studentesche, a partire dall’Unione degli Studenti.

Fino a venerdì 24 novembre, giorno dello sciopero generale indetto da tutti i sindacati della scuola, si moltiplicheranno sit-in e occupazioni in tutte le scuole. Restando alla fitta agenda dei prossimi giorni, domani a Roma è prevista una manifestazione contro la legge ex Aprea. Un corteo partirà da piazza Cinecittà fino a largo Appio Claudio. Venerdì un corteo arriverà nei pressi del ministero dell’Istruzione a Trastevere. Sabato è stata indetta una manifestazione dal Coordinamento Scuole di Roma, si prevede la partecipazione di 3 mila insegnanti.

Sul fronte universitario prosegue la mobilitazione contro la drastica riduzione dei posti alloggio nelle residenze universitarie. Un movimento che continua sotto traccia e si è manifestato ieri a Roma dove un centinaio di studenti, tra i quali alcuni disabili, hanno occupato la storica casa dello studente in via De Lollis. La situazione degli alloggi per i fuorisede a Roma è drammatica. Nello studentato di Ponte di Nona una stanza viene affittata a 380 euro, quanto una stanza in un appartamento nella zona Nord della Capitale. Per i tagli al diritto allo studio sono numerosi gli studenti che, pur idonei, quest’anno non hanno trovato una stanza, mentre il 20% delle stanze viene affittato a studenti che non hanno diritto.

Nei giorni scorsi è scaduto il termine per la consegna delle domande al maxi-concorso per la scuola. Dati ancora ufficiosi sostengono che, contro le previsioni del Miur, il numero delle domande abbia superato le 300 mila. Per le 11.542 cattedre bandite dal primo concorso dopo 13 anni, ci saranno 25 candidati. Un record nella storia repubblicana.

Questo articolo è stato pubblicato sul Manifesto l’8 novembre 2012

Autore dell'articolo: Amministratore

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