Risocoivermi: un’installazione del Cassero sull’amore omosessuale negato dalla legge

RisocoivermiArcigay “Il Cassero” – Bologna

Da quanto tempo gay e lesbiche rivendicano in Italia il riconoscimento dei loro amori davanti alla legge? Come si misura questo tempo? Cosa succede se quello stesso tempo lo “trascorriamo” in Spagna, nel Regno Unito, in Francia o negli Stati Uniti? Risocoivermi è un’installazione che tenta di dare una risposta puntuale a queste domande, fornendo una racconto rapido ma fedele del dibattito politico italiano degli ultimi 35 anni sul tema del riconoscimento delle coppie omosessuali, comparandolo con ciò che nel frattempo succedeva oltreconfine.

Qui accanto scorrono due cronistorie: la prima racconta il dibattito italiano sulle unioni tra persone dello stesso sesso, la seconda ripercorre le stesse date – e lo stesso tema – nei Paesi europei ed extraeuropei. La prima risulta essere un lungo, estenuante fermo immagine su una discussione sterile, che non è riuscita, in oltre tre decenni, a giungere ad alcuna conclusione, la seconda, invece, ha i connotati di un’incursione trasversale e tematica nel pensiero democratico occidentale, che negli stessi anni in cui l’Italia viveva il suo immobilismo, ha messo al bando le norme omofobiche promuovendo il riconoscimento delle coppie formate da persone dello stesso sesso.

In Spagna ad esempio sono bastati 26 anni per passare dalle persecuzione di gay e lesbiche sotto il regime franchista (internati e sottoposti all’elettroshock) all’estensione del matrimonio alle coppie omosex. Addirittura in Inghilterra le civil partnership sono state introdotte solo due anni dopo l’abrogazione della section 28, la norma che impediva la trattazione di tematiche inerenti l’omosessualità nelle scuole e negli enti pubblici.Insomma, Civiltà e Democrazia, fuori dall’Italia, sono ideali che producono cambiamento. In Italia, invece, no.

Nemmeno il Partito Democratico fa eccezione in questo panorama: il principale soggetto politico del centrosinistra italiano, osservato su scala europea e dal punto di vista dei diritti delle persone lgbt, è stato finora sorpassato “a sinistra” da tutte le principali forze conservatrici, eccetto la destra francese di Le Pen. Pierluigi Bersani ha garantito poche settimane fa che il tema del riconoscimento delle coppie omosessuali sarà incluso nel programma del Partito Democratico in vista delle prossime politiche. Ha parlato, in particolare, dell’intenzione di importare in Italia il “modello tedesco”, senza fornire tuttavia ulteriori chiarimenti e trincerandosi perciò dentro una fastidiosa ambiguità: perché attualmente in Germania (la cronologia lo mostra) alle coppie omosessuali è riservato un istituto giuridico che garantisce, oltre alla parità fiscale, l’accesso all’adozione. Ma quell’istituto è l’esito dell’intervento correttivo di una Suprema Corte, che ravvisò nella legge votata dal Parlamento tedesco (molto più restrittiva dell’attuale) un principio discriminatorio, modificandola e garantendo perciò l’accesso delle coppie omosessuali agli stessi diritti forniti dal matrimonio eterosessuale. Qual è allora per Bersani il “modello tedesco”? Se fosse quello attuale, saremmo lieti di prendere atto di un ravvedimento della Presidente Rosy Bindi, che nel 2007, da Ministro della Repubblica Italiana, dichiarò pubblicamente: «Il desiderio di maternità e di paternità un omosessuale se lo deve scordare: è meglio che un bambino cresca in Africa piuttosto che con due uomini o due donne». Diversamente, se l’intenzione di Bersani fosse quella di riferirsi al testo approvato dal Parlamento tedesco, allora significherebbe che il Partito Democratico starebbe tentando consapevolmente di introdurre in Italia una legge EVIDENTEMENTE discriminatoria: questo, per noi, sarebbe INACCETTABILE. Lo sarebbe per noi e dovrebbe esserlo per tutti gli italiani e le italiane che hanno a cuore la democrazia e la civiltà del proprio Paese.

In conclusione, è utile ricordare che attualmente due persone dello stesso sesso possono accedere all’istituto del matrimonio nei Paesi Bassi, in Belgio, in Spagna, in Portogallo, in Canada, in Sudafrica, in Svezia, in Norvegia, in Danimarca, in Islanda, in Argentina, in Messico (solo nella capitale) e in sei stati USA: Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire, New York, e nel distretto di Washington DC (in California è correntemente sospesa). Un elenco ben più corposo è che quello dei Paesi che riconoscono le coppie omosessuali attraverso un istituto giuridico distinto dal matrimonio: ne fanno parte, in Europa, Austria, Finlandia, Germania, Irlanda, Repubblica Ceca, Slovenia, Croazia. Regno Unito e Francia, dove sono in vigore rispettivamente Civil Partnership e Pacs, hanno già annunciato la legalizzazione del matrimonio omosessuale. Restano invece privi di alcun riconoscimento delle coppie gay e lesbiche Paesi come l’Albania, la Moldavia, la Bulgaria, la Lettonia, la Bosnia, la Turchia, l’Ucraina, la Romania. E, naturalmente, l’Italia.

L’installazione Risocoivermi è visibile allo stand del Cassero allestito presso la Festa dell’Unità al Parco Nord

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